SERIE A - 27/07/2020

Chiuppano quasi out, Melilli ago della bilancia: che si premi il merito sportivo

Veneti verso la rinuncia per ripartire dalla B. Ma con l'ammissione del Napoli il girone sarebbe a numero dispari. La Divisione deve prendere in mano la situazione e imporre il rispetto dell'articolo 18 per riconoscere il diritto ai siciliani, ammettere i partenopei e far scivolare i vicentini in A2

Alla mezzanotte di domani, martedì 28 luglio, il Big Ben al secondo piano di Piazzale Flaminio 9 rintoccherà la conclusione delle iscrizioni ai campionati nazionali di calcio a cinque della stagione 2020/2021, quella che dovrà mettere una bella pietra sul coronavirus e tutte le conseguenze economiche e sociali che sono state provocate da un’emergenza sanitaria senza pari, capace di imporre la sospensione anticipata di tutti i campionati (o quasi) di tutte le discipline sportive, creando difficoltà enormi in tutto il planisfero.

Ma proprio perché ci si è trovati di fronte ad una situazione assolutamente eccezionale, ci sarebbe stata la necessità di adottare provvedimenti altrettanto assolutamente eccezionali. Ma non è stato affatto così, anzi... La Lega Nazionale Dilettanti, nel momento delle decisioni, ha fatto figli e figliastri, permettendo ai Comitati Regionali di procedere di testa loro nella determinazione dei meriti sportivi ma imponendo, invece, alla Divisione Calcio a 5 soluzioni aspre e quanto meno irrispettose di quanto dettato dagli stessi regolamenti della LND, svalutando tutti quei principi autonomistici che venivano riconosciuti alla Divisione Calcio a 5 dalle leggi del calcio.

Ma proprio perché il corso della storia sta cambiando e la decisione del Tribunale Federale Nazionale di giovedì ha già fatto giurisprudenza, è arrivato il momento che la Divisione Calcio a 5 - e ci riferiamo in particolare ai cinque consiglieri che stanno strenuamente difendendo i principi di autoregolamentazione attribuiti all’istituzione federale - prendano in mano il controllo della situazione e ribadiscano a voce alta che l’operatività in piena autonomia della Divisione è sancita dall’articolo 18 del regolamento della Lega Nazionale Dilettanti e questo testo dovrà essere rispettato in occasione delle imminenti scelte che verranno fatte.

CHIUPPANO, SERIE A IN FORTE DUBBIO - Perché questo preambolo? Semplice: quella che si sta cominciando a materializzare è una situazione che solo ed esclusivamente il Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5, nell’ambito dei poteri riconosciutigli dall’articolo 18, può provvedere a risolvere.

Il Carrè Chiuppano quasi certamente non si iscriverà al campionato di Serie A. La società ha cercato in ogni maniera di trovare le soluzioni di finanziamento che apparivano necessarie per poter affrontare la massima categoria, ma pur procedendo con l’iscrizione dovrà verosimilmente rinunciare. Qui iniziano a sorgere i problemi, perché il famoso ”paracadute” del quale si era discusso nelle conference-call tra società e consiglieri di metà maggio, non è uno strumento riconosciuto dalle normative vigenti e questo significherà che il club vicentino dovrà ripartire dalla Serie B pur potendo esercitare il diritto di chiedere l’ammissione in A2.

Ma in A2, stando ai calcoli fatti ieri e portati a conoscenza dei nostri lettori in un servizio molto dettagliato (LEGGI QUI), i posti sono praticamente esauriti. Nel frattempo, l’organico della prossima Serie A, escludendo il Carrè Chiuppano (oltre al Real Rieti per le note vicende legate al PalaMalfatti) si ritroverebbe con quattordici unità e con il Napoli che ha presentato la domanda di ammissione dopo aver ricevuto garanzie di poterne far parte.

A questo punto cosa accadrà? Si darà al Napoli la chance dell’ammissione in Serie A o si deciderà di restare con l’organico ridotto a quattordici unità? Oppure si inizierà a valutare realmente la possibilità di chiudere a sedici? Ma soprattutto... come fare?

Il problema, a nostro avviso, si risolve in maniera molto semplice: ammettendo il Napoli e riconoscendo il merito sportivo al Melilli (ossia quanto va sostenendo a voce alta da un mese a questa parte), che così otterrebbe la promozione in Serie A come vincitrice del girone C di A2. E questo in base a un criterio estremamente chiaro: l’equiparazione del provvedimento che deve adottare la Divisione Calcio a 5 di determinare una promozione ex-aequo alla stregua di quanto permesso dalla LND ai Comitati Regionali di Piemonte e Valle d’Aosta, Basilicata e Sardegna, dove si sono registrati ben quattro casi di primo posto parimerito e dove è stata concessa al presidente regionale la facoltà di decidere, appunto, per la doppia promozione nella categoria superiore.

In questa maniera si permetterebbe ad una società con merito sportivo di disputare la Serie A (il Melilli), ad una società non avente diritto ma che ha presentato regolarmente la domanda di ammissione di salire in A (il Napoli) e ad una società con un lapalissiano merito sportivo (il Carrè Chiuppano) di poter scivolare in A2 come ”riconoscimento” di quanto effettivamente ottenuto sul campo. Il tutto con l’obbligato beneplacito della LND per i motivi sopra esposti, e con la Divisione Calcio a 5 che, più che mai come in questa circostanza, potrà far rispettare il disposto dell’articolo 18 in merito alle competenze del Consiglio Direttivo sull’organizzazione dei propri campionati.

Si dirà, poi in A2 resterà vacante un posto? E noi chiediamo: è meglio una Serie A a sedici oppure una A2 a 47? Tanto l’eventuale quarantottesima non è da escludere che con una proroga dei termini di ammissione, alla fine ci possa scappare fuori...


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