SERIE A2 - 26/04/2020

Matera e il progetto globale: "Siamo tutti impegnati nel costruire questo sport"

Il direttore generale dell'Imolese riprende il messaggio del "cartello dei 10" e allarga la discussione coinvolgendo l'intero sistema-futsal: "Il gioco è di chi lo pratica e lo schema club-federazione non risponde più alle complicate esigenze di un movimento che sta diventando adulto"

Una coalizione che è pronta ad abbracciare anche le realtà della seconda divisione italiana e non limitarsi a portare avanti un progetto in antagonismo con i cinque ”top club” del futsal italiano. Un’apertura immediatamente abbracciata da Gianluca Matera, uno dei dirigenti del nostro calcio a cinque più presenti sul pezzo: che nel caso del documento redatto venerdì dal ”cartello dei 10” trova molti punti di convergenza e di condivisione.

”Ho avuto modo di parlare con Musumeci (il presidente della Meta Catania, n.d.c.) e come mi aspettavo ho parlato con una persona di grandi vedute a 360 gradi. Da qualche giorno sto provando a dar vita, aiutato da colleghi di altre società, ad una rete tra dirigenti che possa trovare una linea ampia e condivisa per il movimento, dalla base al vertice, al di fuori di differenze di categorie e classifiche perché il gioco è di tutti noi che lo pratichiamo, in campo e nelle scrivanie. Non si può affrontare questo momento pensando esclusivamente al prossimo biennio, perché da questa emergenza ne usciremo, e tutte le manovre straordinarie di questo periodo dovranno lasciare il posto ad un tessuto forte e sfaccettato a tal punto da rispondere alla grande articolazione che il nostro movimento ha saputo costruire in questi anni. Sentire un interesse così acceso verso i problemi di tutti da chi vive la massima categoria - rimarca Matera - significa che il momento è maturo per mettere mano a quei problemi di cui tutti parliamo da anni ma difficilmente ”attaccabili” con il treno in corsa”.

Il direttore generale dell’Imolese articola il suo punto di vista.

”Oggi tutti ci riempiamo la bocca con una ’invasione di italiani’ per il prossimo anno, ma chi ha vissuto il mondo giovanile con impegno conosce l’altra faccia della medaglia, quella che affronta dubbi del tipo ”che futuro mi può dare questo sport?” oppure ”fino a che punto posso immergermi in questa disciplina con il rischio di compromettere una vita lavorativa tradizionale?”. Questo perché oramai il gioco ad alto livello non è più solo un gioco e parlare di puri dilettanti, a mio parere, stona fortemente, soprattutto a confronto con stranieri che hanno un piano B e in caso di emergenza hanno sempre la facoltà di intraprendere il loro viaggio in altri lidi. Senza paura di essere smentito, io appoggio da anni il lancio di nuovi talenti e la formazione di settori giovanili articolati, ma oggi è l’intero mondo ”futsal Italia” che deve disegnare un percorso in cui chi partecipa provvede anche al ricambio generazionale, perché un qualunque paese a ”tasso di crescita zero”, o addirittura negativo, è destinato all’estinzione. Questo non significa - puntualizza Matera - che sono contrario all’abolizione dei limiti in Serie A, anzi, ma il progetto deve essere globale perché oggi siamo tutti al punto zero, nei prossimi due anni per molti verrà messo in discussione tutto e credo sia giusto che il ’progetto globale’ possa dare ad ogni società un nuovo schema di riferimento in cui trovare la propria identità e i propri obiettivi”.

Insomma, tutte le società si trovano sostanzialmente nelle medesime condizioni.

”Che siano consorzi, leghe o semplici commissioni, comunque chi partecipa al gioco non può più esimersi dalla responsabilità di salvaguardia e sviluppo dello stesso, e quindi non vale più il solo commentare le decisioni di altri. Ugualmente chi è in regia - rivolgendosi ai ’top club’ - non può più esimersi dall’accettare che gli attori siamo noi e lo spettacolo non può prescindere dalle nostre opinioni. Nessuno può porre l’aut-aut ma nessuno può anche pensare di disegnare il suo futsal, perché ripeto, il gioco è di chi lo pratica e lo schema a soli due livelli ”società-federazione” non risponde più alle complicate esigenze di un movimento che sta diventando adulto”.


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