SERIE B - 22/05/2019

Regondi, la mia promozione: "Ho vinto un'altra sfida... e l'ho vinta bene!"

Il tecnico descrive il suo "annus mirabilis" alla guida dell'Atletico che ha portato in Serie B: dalle telefonate insistenti del ds Parolin agli allenamenti a ranghi ridottissimi, fino alla conquista del nazionale. "Ora mi riposo qualche giorno, poi penseremo a cosa fare con la società"

L’”annus mirabilis” dell’Atletico Nervesa si può tradurre in un nome e cognome, senza che tutti i protagonisti della promozione ce ne vogliano: Gigi Regondi. Il suo arrivo all’alba della quarta giornata di campionato è stato praticamente il punto di svolta di una stagione che nonostante le promettenti aspettative era partita... in retromarcia. Tutto quello che è venuto è stato grazie ad un allenatore che solo pochi mesi prima stava brindando alla promozione del Villorba in A2 e che ha accettato la scommessa, vincendola con tanto di inchino e cappello.

Gigi Regondi scrive per noi le impressioni di quest’anno veramente meraviglioso.

”Per cominciare a descrivere questa incredibile annata, bisogna proprio tornare indietro di un po’ di tempo e conoscere come sono andate le cose realmente.

Dopo la fine della scorsa stagione, successo quello che è successo, il mio morale era sotto terra e con quello la mia voglia di allenare. Così mi sono convinto che la cosa migliore era quella di fermarsi e capire se ci potesse essere ancora l’entusiasmo per farlo.

Passato un po’ di tempo dalla chiusura della stagione mi arriva una chiamata da parte di Matteo Parolin, direttore sportivo dell’Atletico Nervesa, il quale mi chiede un incontro per parlare con me della possibilità di andare da subito a Nervesa. Inizialmente la mia risposta è stata negativa, vuoi per un intervento chirurgico al quale mi sarei dovuto sottoporre proprio nel periodo della preparazione, vuoi anche per la distanza logistica tra dove risiedevo e Nervesa.

Da quel momento in poi, credo che la costanza di Parolin sia stata fondamentale per il mio arrivo a Nervesa, e ricordo che ci siamo trovati per definire l’accordo la prima settimana di ottobre con il presidente Furlan, lo stesso Parolin e l’accompagnatore della squadra Frare, un giorno prima della loro terza partita di campionato contro l’A-Team Arzignano.
Il perché ho deciso di andare a Nervesa è facile. Punto primo, e cosa fondamentale, avevo voglia di tornare in campo.

Secondo la sfida, la sfida di accettare una panchina a detta di troppa gente molto scomoda, una panchina difficile perché allestita da una società non all’altezza. E così è cominciata la mia stagione.

Quello che è stato in mezzo sono numeri: ventotto partite ufficiali giocate, venti vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte.

Un girone di ritorno da incorniciare, specialmente pensando che la rosa a disposizione era di soli dodici giocatori e che per alcuni di loro, causa motivi di lavoro, era impossibile averli in allenamento; poi ogni tanto ci scappava l’infortunato e per gran parte della stagione ci siamo allenati con otto, al massimo dieci giocatori.

I giocatori quelli che sono arrivati alla fine, al quale va dato il merito di non aver mai mollato, soprattutto sotto pressione; al quale va dato il grande merito di aver costruito una Squadra con la ’esse’ maiuscola; al quale va dato il merito di averci creduto sempre, e che alla fine si sono regalati una stagione che non si dimenticheranno mai.

Personalmente... una sfida vinta, e vinta bene.

Ringrazio il ds Parolin che è stato l’artefice del mio arrivo, ringrazio il presidente Furlan che ha avvallato ogni mia singola richiesta, e ringrazio Frare, non un semplice accompagnatore, ma una persona fantastica, insostituibile.

In coda, ringrazio Christian Zussa e tutto lo staff dell’Arcade C5 per il supporto logistico e umano, i tifosi del Nervesa, che sono cresciuti di settimana in settimana e che nell’ultima partita sono stati fantastici, e infine ringrazio chi, continuando a criticare, mi ha dato la carica per tornare a fare quello che mi piace.

Adesso una breve pausa di qualche giorno, poi insieme alla dirigenza cominceremo ad allestire quello che sarà la nostra nuova avventura”.

Noi aggiungiamo solo una cosa: Gigi Regondi è stato un grande!


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