SERIE A2 - 29/04/2020

Cataforio, Zema rilancia la proposta: "Restituire le fideiussioni per ripartire"

"Impossibile tornare a giocare - dice il vice-presidente dei reggini ai microfoni di Calabria Futsal. - Non so come il gestore dell'impianto possa garantire la sicurezza in termini di sanificazione. C'è mutismo da parte della Divisione. Soluzioni? Un documento unico"

Ospite della trasmissione Passione Futsal, dei colleghi di Calabria Futsal, il vice-presidente del Cataforio Reggio Calabria, Roberto Zema, presenta il quadro della situazione senza mezzi termini.

Reggini che in questa stagione hanno centrato la salvezza nel loro primo campionato di Serie A2 e in casa bianconera si lavora già per il futuro con la conferma della coppia Praticò-Quattrone in panchina e con il prosieguo dell’attività del settore giovanile.

”Il Cataforio ripartirà da tutto il settore tecnico. Questa è la volontà della società e bisogna vedere se corrisponderà con gli impegni lavorativi degli allenatori. Abbiamo sempre puntato sui tecnici fatti in casa sin dai tempi della Gallinese. Praticò è dal 2005 che è con me, facendo la trafila dalla Juniores, arrivando in Serie B prima di diventare allenatore ma, indipendentemente dal connubio società-persona, è sempre stato libero di scegliere il suo futuro. Per noi è un onore che un nostro tecnico, cresciuto qui, possa ambire anche ad altre destinazioni”.

Capitolo settore giovanile...

”Questa è stata sempre la politica del Cataforio. Sin dalla Serie C, a piccoli passi, siamo sempre andati avanti e quest’anno abbiamo creato anche noi la scuola di futsal. È l’investimento principale che bisogna fare in una società e che con il tempo paga dando un ritorno in termini di roster. Di venticinque elementi, magari, quattro o cinque arriveranno un domani in prima squadra, ma è anche vero che lo staff tecnico deve essere qualificato ed anche questo è stata sempre una nostra prerogativa. Altro aspetto da non sottovalutare è legato all’impiantistica. Si rischia di perdere tutti i sacrifici per la crescita dei ragazzi se non si ha un impianto di proprietà”.

E parlando dell’impiantistica il riferimento non può che andare all’attuale.

”Il Ministro Spadafora ha annunciato che si stanno studiando parecchi protocolli sanitari, cosa che per le società professionistiche può essere sostenuto economicamente, da noi invece risulta molto più complicato. Giocando in un palazzetto, analizzando alcuni dei protocolli che mi sono stati sottoposti, viene riportato che bisogna fare il tampone a tutte le persone presenti ed eseguire le sanificazioni dell’impianto sportivo. Tra l’altro non so come il gestore dell’impianto possa garantire la sicurezza in termini di sanificazione dell’ambiente, se si pensa che magari dopo una partita del Cataforio si gioca un’altra partita di un altro sport”.

E sicuramente anche dal punto di vista economico la spesa sarà importante per le società...

”Ancora non è certo quale protocollo sanitario sarà previsto per gli sport indoor e a questo vanno aggiunti i costi che le società dovranno affrontare. Costi che lieviteranno e porteranno tante squadre a rinunciare ad intraprendere un percorso che poi si rischia di non poter concludere. Siamo già proiettati in quest’ottica alla prossima stagione e si valuterà un ridimensionamento del roster. Come sempre la gestione del Cataforio mira a non fare il passo più lungo della gamba”.

Cosa si potrebbe fare per poter ripartire?

”Dovremo intanto adeguarci alle direttive della Divisione, poi, personalmente, se dipendesse da me, cercherei prima di tutto di fare quadrato con tutte le società e proprio in quest’ottica abbiamo assistito la scorsa settimana ai vari comunicati che sono stati pubblicati dalle società di Serie A, con delle proposte al Consiglio Direttivo. Ci sono dei punti più o meno condivisibili, che magari vanno bene per la A, meno per A2 e B. In questo momento di pausa andrebbero raccolti i pensieri di tutti, un documento di sintesi, e sottoporlo alla LND. Purtroppo stiamo assistendo ad un mutismo da parte della Divisione, con delle lettere di considerazioni personali da parte dell’una o dell’altra corrente. Mi sono fatto promotore, insieme ai rappresentati territoriali, di fare una proposta al presidente Montemurro e, data questa situazione economica, venga data la possibilità alle società di avere indietro la fideiussione versata”.

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