SERIE B - 13/03/2020

L'ASKL saluta Santi Heredia: "Torno in Argentina, ma è soltanto un arrivederci"

Il giovane attaccante sudamericano ha lasciato la squadra per raggiungere la famiglia in questo momento segnato dall'emergenza-Coronavirus: "Una scelta per niente facile, ma ho pensato che era giusto stare insieme ai miei cari. Grazie a tutti. Ci rivedremo, amici"

L’ emergenza-Coronavirus ha avuto impatti sulla vita di tutti e di conseguenza anche sullo sport. Lo stop prolungato del campionato, la paura del contagio, il blocco dei voli, hanno portato Santiago Heredia alla scelta di fare ritorno a casa. Una decisione condivisa da tutti le parti in causa.
Ma proprio con Santiago... iniziamo dalla fine: al ragazzo abbiamo chiesto di raccontarci i motivi di questa scelta, dolorosa ma necessaria, di tornare in Argentina.

”Una scelta per niente facile, ma ho pensato, per la tranquillità non solo mia, ma anche della mia famiglia, di stare in questo momento difficile per tutti vicino a loro”.

Con Santiago facciamo una chiacchierata sul campionato. Un campionato, possiamo dire, bellissimo, sia a livello di squadra sia personale. Quarto posto in classifica, tredici gol in altrettante partite, con la media-realizzazioni più alta della squadra, nonostante un inizio non facile a causa dell’infortunio...

”Per quanto riguarda la stagione sono tranquillo e felice per il gruppo che abbiamo costruito. Personalmente è stato un anno che vedo positivo, fatto di tanti momenti belli e anche sbagli, però imparando sempre qualcosa. Come squadra non ho parole, il mister Sapinho ha fatto con noi una crescita che si è vista riflessa in campo, sono contento perché ha costruito una squadra non solo dentro il campo. L’infortunio mi ha aiutato personalmente per superarlo, sono stati giorni in cui dovevo essere paziente, rispettare i tempi del recupero per tornare il più presto possibile. Voglio ringraziare Luca Albanesi, persona che in quei giorni quando l’ansia prima di iniziare l’allenamento era forte, mi ha dato un aiuto enorme per rimanere sempre forte mentalmente”.

Parlaci delle aspettative che avevi quando sei arrivato, se pensavi di raggiungere questi traguardi e di come ti sei trovato ad Ascoli Piceno. E infine... vuoi dire qualcosa ai tuoi compagni di squadra?

”Le aspettative erano buone, anche se avevamo iniziato le prime partite senza far risultato il mister vedeva una crescita, lui credeva più di tutti in questa squadra, e poco a poco ci ha fatto credere in questo progetto e aveva ragione. Ad Ascoli Piceno mi sono trovato benissimo, voglio ringraziare i miei compagni di casa, Kleber Belluzzo e Lorenzo Canale, è stato un piacere ascoltare la loro esperienza in questo sport, e un grazie va anche a tutti i miei compagni di squadra. Voglio ringraziare a parte il mister Sapinho, un professionista in tutti gli aspetti. E poi la dirigenza, da Vincenzo Della Posta a Rocco Di Nunzio, mister Stefano Di Cesare, Mario Fioravanti, Luca Albanesi, Cristiano Marinelli, Daniele Trasatti, Giovanni Di Cesare e il presidente Massimo Cottilli per il trattamento e la professionalità umana. Grazie anche alla Paganosport e a Paolo Aiello, per avermi dato l’opportunità di arrivare in questa grande squadra. A cui auguro il meglio. Arrivederci, amici...”.


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