SERIE A2 - 23/03/2020

Union Fenice, Alberto Bovo impegnato in prima linea contro il Covid-19

Prosegue l'apporto del responsabile del club veneziano al fianco della Protezione Civile, attivissima in tutta Italia. "Un periodo storicamente mai vissuto": un giudizio che l'attualità ha purtroppo avvalorato a suon di numeri

Il Veneto, e più in generale il Nord-Est della penisola, sono stati tra i punti più colpiti inizialmente dal Coronavirus. Friuli, Trentino e soprattutto Veneto, tra le prime regioni a bloccare i campionati. Stop anche per la Union Fenice che, dopo avere giocato in casa della Mediterranea, avrebbe dovuto disputare il derby contro il Padova, poi rinviato.

Alberto Bovo, responsabile della squadra veneziana aveva, giustamente, parlato a suo tempo di ”un momento che storicamente non si era mai vissuto prima”. Oggi la situazione non è cambiata, anzi, è peggiorata se si considera che l’Italia è divenuto purtroppo il paese con il maggior numero di decessi.

E oggi? Oggi Alberto Bovo è impegnato da volontario al fianco della protezione civile e porta il suo contributo, instancabile e in prima linea. Uno ”stato di emergenza” che per Bovo e per la città della Laguna si è riproposto dopo l’acqua alta da record di qualche mese fa (nella foto). E Il futsal? Il futsal al momento sembra passato in secondo piano... sembra però, perché la voglia di ritornare a quella normalità di tutti i giorni è un qualcosa ormai che in tutta Italia si cerca di raggiungere quanto prima.

”Si, purtroppo la situazione si è dimostrata ancora più drammatica di quanto non si potesse immaginare all’inizio. Fino a che non abbiamo toccato con mano i veri problemi che questo virus ha causato, il tutto ci sembrava una esagerazione. Personalmente mi pare, a volte, di rivive le scene più drammatiche dei film catastrofici americani. Quando li guardavi quasi ridevi da tanto assurdi e surreali sembravano. Ora la realtà ha superato anche la fantasia”.

Il 3 aprile si riprenderà a giocare?
”Penso che il 3 aprile purtroppo non sarà possibile riprendere l’attività. Probabilmente non potremo riprendere neppure le nostre abitudini. Dovremo avere ancora pazienza. La fine arriverà, ma non è certo dietro l’angolo. Penso che ormai riprendere il campionato da dove lo avevamo lasciato non sia più praticabile. Dovranno essere trovare delle soluzioni che tengano conto di questo disastro, di un valore che in ogni caso il campo, fino a prima della sospensione, aveva delineato e per finire anche del fatto che molte società avranno probabilmente delle difficoltà economiche”.

Soluzioni ancora da capire, ma per Bovola migliore sarebbe già lavorare in sintonia e concordare tutti insieme...
”Aspettiamo di vedere quali soluzioni la Divisione vorrà adottare. Ci auspichiamo che anche le società possano dire la loro per trovare una soluzione concordata. Ricevere passivamente una imposizione non sarebbe una cosa positiva. Da questa situazione assurda e drammatica abbiamo tutti riscoperto i valori della solidarietà e del rispetto reciproco. Si potrebbe pensare ad una sorta di precampionato modello play-off da svolgersi in una sola città in pochi giorni in modo da limitare costi e spostamenti onerosi. La vincente viene promossa. Idem dicasi per la zona play out con la stessa formula. Il tutto concentrato in due week end con partite al sabato e alla domenica. Di certo non sarà un decisone facile da prendere”.


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