SERIE A2 - GIRONE C - 18/09/2018

Graziano Gioia al servizio della Mirafin: "Motore e testa sono a posto"

Il leader rossoblu: "I fattori che determinano un risultato ovvero una stagione intera dipendono da molteplici piccoli dettagli che fanno la differenza. Sulla carta ci sono squadre con individualità forse migliori delle nostre, noi dovremo rispondere con il collettivo"

Oggi è il momento di un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, l’esperienza di Graziano Gioia è a nostra disposizione, soprattutto al servizio dei più giovani come leggerete nell’intervista.

Il buon vino invecchiando migliora, sembrerebbe anche Graziano Gioia: ”E’ vero, dai 20 ai 30 anni ti puoi permettere degli errori, andando avanti con l’età è fondamentale capire che solo con uno stile di vita corretto si possono avere ambizioni di vertice in uno sport complesso come il calcio a 5. Sono 5 o 6 anni che ho cambiato alimentazione, una nutrizione adeguata mi ha consentito di arrivare ai 40 più in forma di quando ne avevo 30”.

In effetti ti sei presentato al primo giorno di ritiro in una condizione eccellente, che ci dobbiamo aspettare per il resto della stagione: ”Come ho detto mi sono preparato curando particolarmente la nutrizione, effettuare lavori atletici pesanti senza curare nella sua interezza la persona, rischi di farti male e basta. Ho impiegato qualche anno di troppo a capirlo, ma un’alimentazione dedicata al lavoro che quotidianamente svolgi è più importante di ore di corsa o similari. Chiaramente si parla anche di benessere personale ma senz’altro si rifletterà su quanto potrò dare alla Mirafin ed ai compagni, motore e testa sono a posto”.

Il tuo numero è stato sempre il 4 forse per anticipare che avresti giocato fino ai 40, ora con l’8 quale è il
messaggio: ”Non scherzare, per me sono due numeri molto importanti. Ho iniziato a giocare in serie A molto giovane nella Lazio, li c’era un giocatore che aveva tutte le evidenti caratteristiche del campione completo, giocatore universale, grande tecnica, fisico imponente, si chiama Paolo Menicucci ed è stato il modello a cui mi sono ispirato per migliorare, volevo avvicinarmi il più possibile a lui. Paolo aveva la maglia numero 4 e quando ha smesso ho voluto quel numero che fino alla scorsa stagione ho cercato di onorare. Oggi forse siamo al mio ultimo anno in una categoria di vertice, mi sembrava doveroso omaggiare anche chi ha completato la mia crescita, il mio modo di stare in campo, non solo un modello anche il mio idolo, come giocatore, come uomo e come amico. Il numero è l’8 e parlo di quello stampato sulle spalle di un bi-campione del mondo, sempre ai vertici delle classifiche dei marcatori pur giocando da ’ultimo’, lui si chiama Danilo Lanconi Lacerda ed in tre anni a Perugia mi ha consentito il salto di qualità. Paolo è stato il maestro che mi ha fatto conseguire il diploma, Danilo il professore che mi ha accompagnato alla laurea”.

Danilo è stato per te un maestro, la tua stella polare, in Mirafin chi potrebbe seguire le tue orme: ”In Mirafin ci sono molti ragazzi giovani che hanno le possibilità per arrivare ai vertici di categoria ma con
caratteristiche differenti dalle mie. Il consiglio spassionato che mi sento di dare è quello di seguire il mio
percorso, individuare un modello e cercare di copiarlo il più possibile. Non dobbiamo avere remore nel
copiare chi ha già raggiunto il successo, nello sport come nella vita, sfruttare l’esperienza altrui è un
vantaggio competitivo importante, magari aggiungendo qualche particolare in più.”

Domanda di rito, dove arriverà questa Mirafin: ”I fattori che determinano un risultato ovvero una stagione intera dipendono da molteplici piccoli dettagli che fanno la differenza. Sulla carta ci sono squadre con individualità forse migliori delle nostre, noi dovremo rispondere con il collettivo, con il gioco di squadra, con uno spogliatoio unito, come abbiamo fatto lo scorso anno. Sarà fondamentale l’inserimento dei nuovi che provengono da esperienze differenti dove hanno praticato sistemi di gioco diversi da quanto ci chiede mister Salustri, in particolare per la fase difensiva. Se riusciremo ad essere coesi, a tradurre in breve tempo sul campo i dettami tattici del mister, stando anche lontani dall’infermeria, avremo la possibilità di ben figurare, replicare il risultato dello scorso anno sarà
molto difficile ma non impossibile”.

Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione

 


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