SERIE A2 - 14/01/2020

La rottura del tendine ferma Emer: la Mirafin lo aspetta a braccia aperte

Il vicepresidente Armando Mirra: "E' una giornata che vorremmo dimenticare ma non sarà possibile. Adesso non voglio pensare a come gestiremo le prossime partite senza tre titolarissimi, ora pensiamo solo a Rodrigo. Ha un carattere forte, tornerà prima di quanto un comune umano possa fare"

Sabato 11 gennaio 2020 sarà scritto nella storia oramai ventennale della Mirafin come uno dei giorni più bui che la squadra del patron Mirra abbia mai vissuto, uno di quelli che vorresti cancellare dal calendario. Si gioca la partita contro la Roma, una sfida che può rilanciare la Mirafin in una zona di classifica più ambiziosa, probabilmente quella che meriterebbe. La partita è bella, aperta a qualsiasi risultato, Emer ha appena ridotto le distanze e la squadra ci crede, i tre punti sono li, capitan Moreira suona la carica, è l’ora del sorpasso.

La vittoria sarebbe di quelle che valgono doppio, tifosi e giocatori lo sanno e la tensione sale, mister Salustri ci crede ed a pieni polmoni spinge i propri giocatori verso la porta avversaria, fino a che il tempo si ferma, improvvisamente la partita diventa un dettaglio insignificante, Emer è a terra, nessuno lo ha toccato, si capisce subito che c’è qualcosa che non va, la tribuna è ammutolita, quando un gladiatore cade ti si ferma il cuore, sai che solo un evento grave può tenerlo a terra.

Emer si tiene la gamba, cerca di tornare in piedi, vuole continuare la gara, la vuole vincere come è nel suo carattere indomabile, ma la sorte non è dalla sua. La Mirafin in panchina ha Mario Sbardella, un ortopedico la cui fama non consente di pensare a diagnosi sbagliate, gli basta poco per proferire il drammatico verdetto: distacco del tendine di Achille.

I compagni capiscono subito quanto accaduto, sale la tensione e forse è proprio una condizione psicofisica particolare a determinare altri due infortuni, cadono a terra anche Carlinhos e Dario Lopez, siamo a metà del primo tempo e la partita è già finita. Il tabellino finale reciterà 2 a 9, il peggior punteggio di sempre nel nazionale, la giornata nera della Mirafin è finita ma ha lasciato un segno indelebile sull’intera stagione. Novanta minuti che pesano come un macigno.

Armando Mirra, il vicepresidente, è sempre l’ultimo a lasciare il campo, il suo volto è segnato: ”Si - dice Armando - è una giornata che vorremmo dimenticare ma non sarà possibile. Adesso non voglio pensare a come gestiremo le prossime partite senza tre titolarissimi, ora è il tempo di pensare ad Emer. Fortunatamente abbiamo uno staff sanitario eccellente, Emer ancora prima di uscire dal rettangolo di gioco già sapeva la data dell’intervento con cui il professor Sbardella lo rimetterà a posto. Sapere che in 3 giorni la Mirafin è in grado di risolvere un problema di tale gravità è l’unica soddisfazione di giornata”.

Armando, Rodrigo Emer lo rivedremo in campo a breve?
”L’infortunio è appena accaduto e parlare di tempi di recupero mi sembra fuori luogo. La certezza è che Rodrigo ha un carattere forte, spesso ha giocato ’sul dolore’ come si usa dire, è un combattente, sono certo che lo rivedremo in campo prima di quanto un comune umano possa fare”.

Quanto peserà l’assenza di Rodrigo?
”Mi sembra veramente inutile evidenziare le qualità di Rodrigo, è un giocatore che vorrebbero tutti, anche in questa sessione di mercato ci sono arrivate molte richieste ma non abbiamo neanche pensato di aprire una trattativa. Per la Mirafin, Rodrigo è una pietra miliare e non sarà mai per nostra volontà sul mercato. Sarà un’assenza pesantissima e ti dirò di più, non voglio pensare a lunedì quando dirò ai suoi ragazzi della scuola calcio che per qualche settimana non avranno a disposizione il loro mister”.

Sicuramente andrete a Viterbo senza Rodrigo, Lopez e Carlinhos infortunati oltre a Fabinho squalificato:
”Non credo ci sia nulla da aggiungere, purtroppo credo che non risolveremo a breve il problema infortuni, possiamo solo dare il 110% con i mezzi a disposizione, uscire dal campo sapendo di aver dato il massimo, ad altri obiettivi non possiamo pensare”.

Ufficio Stampa Mirafin


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