Non trapela nulla dalla Divisione Calcio a 5. Quindi si possono fare soltanto delle ipotesi dopo la chiusura delle domande di iscrizione e ripescaggi per la serie A2. In attesa delle “sentenze” della Covisod - che vaglierà le domande arrivate, anche quelle per posta ma anticipate da fax, “bocciando” quelle con eventuali vizi di procedura e di fatto sospendendo l’iscrizione - e, soprattutto, delle ufficialità che sanciranno i prossimi organici della seconda categoria del futsal italiano, la sensazione è che il problema che ha avuto lo scorso anno il campionato cadetto (con la riduzione delle società partecipanti), quest’anno tocchi alla serie A2.
LE NON ISCRITTE - Si sono chiuse le domande di iscrizione e ripescaggi. Questo è certo. Così come erano altrettanto sicure le defezioni di Arzignano Grifo (retrocesso dalla A) e Futsal Carmenta (promossa dalla B). La terza grande esclusione (dell’ultimo momento) è data dal Vicenza, attraverso le parole di patron Giuriato. “Sono sorte delle difficoltà nel reperimento delle risorse per coprire la spesa per il campionato di A2. E’ stata un scelta dolorosa ed inevitabile. Ma sono carico e determinato – promette Giuriato – fra due anni ci ritroveremo in A2”. Sarà proprio la squadra vicentina a dare ulteriori spiegazioni attraverso un comunicato stampa. Alle tre venete si aggiungono due umbre Maran Spoleto e Magione. Sembrerebbe che in extremis il Napoli abbia inviato un fax. Alla Covisod il compito di vagliare tutte le domande.
ABBIAMO UN PROBLEMA - Cinque-sei squadre, dunque, non giocheranno in A2. Acireale (sconfitta nella finale play off con il Fasano), Terni (fuori anch’essa nel post regular season) e le retrocesse Domus e Regalbuto sarebbero pronte a disputare la A2, a differenza - a quanto sembra - del Loreto Aprutino. Così, però, i conti non tornano, se anche il Napoli dovesse giocare in A2, mancherebbe una squadra all’appello. Che si fa? Inevitabile fare delle ipotesi, eventuale proroga dei termini per presentare domanda di ripescaggio in A2 proprio come (più o meno) un anno fa nel campionato cadetto, o cos’altro? E ancora: le cinque laziali che fine faranno? Lo scopriremo solo vivendo.
Orlando Casale e Pietro Santercole