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11/01/2022 14:30

Bergamini, un anno a Piazzale Flaminio: ''Olimpiadi, impiantistica e amatori: queste le scommesse''

L'11 gennaio 2021, al termine dell'Assemblea Elettiva della Fiera di Roma, Luca Bergamini si insediava al posto di comando del calcio a 5 italiano, diventandone il quinto presidente della storia. Un anno più tardi, assieme al nuovo Consiglio Direttivo, sono tante le cose fatte, "ma molte di più sono quelle da fare, non mi sento affatto appagato" dichiara lo stesso Bergamini. 


Sebbene la nascita dell'Emilia-Romagna Arena, quella di Futsal TV, l'avvicinarsi di nuovi e importanti sponsor, l'accordo con Sky Sport per le dirette delle gare maschili e femminili di Serie A, abbiano rappresentato la traccia di partenza, l'obiettivo è quello di costruire le fondamenta su cui basare il futuro del futsal italiano. 


"Non abbiamo tempo di fermarci e di fare un vero bilancio - prosegue Bergamini - piuttosto mi preoccupo delle tante cose ancora in sospeso, che dovremo affrontare nei prossimi mesi. Sono molto soddisfatto della comunicazione, della credibilità istituzionale, dei rapporti con la FIGC e con la LND, così come con le istituzioni sportive in generale. Ma abbiamo tante partite aperte, da cui ci aspettiamo risposte in tempi brevi".


Insediatosi a metà della passata stagione, Bergamini e il Direttivo si sono trovati all'interno di una stagione oltremodo complicata dalla gestione dell'emergenza sanitaria.


“Sì, è stata una centrifuga, ma abbiamo risposto con ristori importanti, anche grazie al lavoro della Federazione. Purtroppo, questa pandemia non vuole saperne di mollarci, questo è il grande problema, perché possiamo programmare sempre fino a un certo punto, senza poter determinare le cose come vorremmo che fossero. Ma di una cosa sono certo, il futuro ci appartiene e ci regalerà sempre più soddisfazioni: ci dobbiamo stringere tutti intorno alla difficoltà di questo periodo storico, è in momenti come questi che da italiani e sportivi riusciamo a tirare fuori il meglio delle nostre caratteristiche".


Tanti ancora i temi sui quali concentrarsi per l'immediato futuro.


”Primo fra tutti quello dell'impiantistica sportiva, così come dotare la Divisione Calcio a 5 di una propria Coverciano, all'interno della quale svolgere i raduni della Nazionale e le attività giovanili - continua l'ex bandiera della Roma RCB. - Non dobbiamo inoltre dimenticarci la nostra vocazione sociale, avvicinando tutto il mondo amatoriale al futsal di alto livello. Valorizzando i nostri numeri in maniera sempre più importante potremo aumentare la nostra considerazione: esistono 4 milioni di praticanti amatoriali che devono diventare patrimonio della Divisione. Questa è la madre di tutte le sfide che stiamo provando a sviluppare, anche acquisendo al nostro interno professionalità importanti, aiutandoci con la passione che tutti noi del Consiglio stiamo trasmettendo al resto della struttura".


Il futuro per Bergamini ha come obiettivo ultimo il sogno olimpico.


”Stiamo attivando il percorso istituzionale per arrivare a quella meta. Sono processi lunghi, ovviamente, ma vanno iniziati, altrimenti non avranno mai una fine. Non è pensabile che uno sport come il futsal non sia all'Olimpiade: penso sia obbligo di un dirigente di una Federazione realizzare al massimo le potenzialità dello sport che rappresenta". 


Credibilità istituzionale, pianificazione con obiettivi e crescita sono le parole chiave all'interno del Consiglio Direttivo.


”Abbiamo distribuito deleghe ampie, alla ricerca di soluzioni, per far sì che le persone che compongono il Direttivo crescano nella capacità di assumersi responsabilità. Stiamo spostando l'attenzione dalle persone alla struttura: non dobbiamo creare uomini insostituibili, ma una struttura insostituibile. Tra gli obblighi di un presidente c'è quello di generare e facilitare il futuro e bisogna incentrare la propria attenzione non su noi stessi, ma sul futsal, perché, come detto in precedenza, la necessità è quella di valorizzare ciò che di meglio il futsal riesce a esprimere". 


Matteo Santi - Ufficio Comunicazione Divisione Calcio a 5





(cas.) Ci sono molte parole vere in quello che il presidente Bergamini dice nell’intervista diffusa dall’Ufficio Comunicazione della Divisione Calcio a 5 in occasione del primo anno del suo insediamento. Sui progetti, in un precedente testo che ha lasciato spazio proprio a questa intervista, abbiamo esortato Bergamini a continuare nella sua opera di rifondazione, ma senza dimenticarsi che la Divisione è fatta dalle società e quello che oggi stiamo rilevando è che, al di là della Serie A, maschile e femminile (e non tutti i club poi), il resto del futsal è stato mediaticamente dimenticato.


I problemi trovati sul tappeto l’indomani l’elezione erano tanti, lo sapevamo, erano ingenti e sono stati affrontati, ce ne sono tanti altri che giacciono sulle scrivanie di piazzale Flaminio e sicuramente saranno attenzionati adeguatamente, ma finora non abbiamo ravvisato quella presenza costante sulle esigenze delle categorie minori, dei club che compongono in larga prevalenza lo scheletro dell’istituzione federale, perchè ci si dedica alla valorizzazione di quelle frange del futsal che, giustamente, rappresentano un valore commerciale da dover capitalizzare.


Abbiamo chiesto la visibilità su Sky anche a costo che tanti appassionati non ne potessero giovare e l’abbiamo avuta. Ma Serie A2, B, A2 femminile? Ossia, il resto del futsal? Sappiamo tutti che la celebrazione definitiva di questo sport sarà la sua elevazione a rango olimpico, ma intanto ci sono categorie nazionali da rimodellare, sincronismi con l’attività regionale da rivedere, la stessa gestione del calcio a cinque regionale da prendere in mano e coordinarla dall’interno della “casa del futsal”, argomenti che devono essere anteposti al coinvolgimento degli amatori nello sviluppo dell’attività. 


Presidente, sappiamo che c’è veramente tanto da fare e il suo compito non è affatto semplice e ne comprendiamo totalmente tanto la complessità quanto la  la difficoltà, ma se questa disciplina riesce ancora ad andare avanti non è certo per le politiche attuate dalla FIGC, dalla LND (non ne siamo a conoscenza) o dalla stessa Divisione a supporto, ma perchè ci sono 230 presidenti (e forse qualcuno in più) che dedicano a questo sport dilettantistico, e rimarchiamo dilettantistico, il loro tempo e le loro risorse; così come fanno tanti altri dirigenti appassionati, che si impegnano ad alimentare il gioco e cercano di farne ardere la passione nel tempo. Società che hanno bisogno di risposte tangibili, concrete, per programmare il loro futuro. Certezze non speranze. Come sono certezze i loro nomi che ogni anno compongono i calendari dell’attività agonistica.