Giorik Sedico, siamo alla stretta finale. Deon: ''Pensiamo solo a chiudere per la qualificazione''

Con il presidente della Giorik Sedico, Pierangelo Deon, partiamo dal pareggio nel derby pre-pasquale con la Canottieri Belluni. Importava soprattutto non perdere però il pareggio, se da una parte, ha permesso alla squadra di De Francesch di conservare anche il vantaggio degli scontri diretti con la Canottieri, dall'altra è costato il quarto posto a favore del Pordenone. A conti fatti, poco male oppure, pensando all'abbinamento che ci sarà nei playoff, un po' di rabbia c'è comunque per quel 2-2?


“Partirei innanzitutto dal fatto che questo campionato è molto particolare ed anomalo, perchè chi ha potuto giocare diciamo più regolarmente, ovvero con meno rinvii, ha potuto consolidare posizioni di classifica più importanti, per cui noi che abbiamo dovuto giocare quasi in parallelo andata e ritorno, disputando anche due volte la settimana da gennaio a fine febbraio, sicuramente abbiamo lasciato punti sanguinosi in giro. Quindi opto per il fatto che un pò di rabbia c’è, comunque si concluda. Per quanto riguarda il pareggio con la Canottieri, ricordo come loro avessero un margine consistente nei nostri confronti, fino al derby di andata quando, con la nostra vittoria, abbiamo compiuto il sorpasso in classifica. Devo riconoscere ad entrambe le società che quest'anno, purtroppo senza il plauso del pubblico, sono stati due derby di alto livello: speriamo che il prossimo ci sia veramente e nuovamente il pubblico presente”.


- Sabato ricevete il Giorgione e dovreste chiudere il conto-qualificazione visto che la Canottieri va a Maser. Cosa ti aspetti da questo incrocio? E soprattutto pensi che riuscirete a spuntarla con il Pordenone nella volata finale?


“Al di là dell'orario sfalsato che potrebbe favorire la gara di Maser che si gioca alle 17, conoscendo già il risultato di Chiuppano-Verona, il nostro e pure quello di Cornedo-Pordenone, noi dobbiamo pensare solo a vincere per trovarci in una posizione di vantaggio sicuramente per il quinto posto. Poi quello che succederà dovrà essere accettato a prescindere, anche se per il quarto la vedo dura, visto che il Pordenone ha la partita conclusiva contro l'ultima in classifica”.


- Infine, una valutazione sulla stagione: soddisfatto di come sta andando? Se arriverà la qualificazione la considererai un punto di arrivo o, più ambiziosamente, un punto di partenza?


“Per come si era messa, direi che sono soddisfatto della stagione, al netto delle regole un pò garibaldine che sono state prese ad inizio stagione, vedi scontare le giornate di squalifica della Coppa Italia in campionato che ci ha privato di Dos Santos nelle prime tre gare, oppure quella di introdurre i tamponi solamente a fine gennaio quando ormai i rinvii superavano le partite giocate. Al netto delle cose negative come la sfortuna di vederti bloccato fin dall'inizio un giocatore del 2000 come Thomas De Boni perchè per il Covid hanno sospeso tutti gli interventi, il rinvio di nove gare con sospensione sempre a causa del Covid di ben tredici giocatori e sette dirigenti, il dispiacere di perdere ancora a gennaio un giocatore appena arrivato e ben inserito, in modo così sfortunato, come Assed Khouch… ci sono anche le cose positive, come la crescita di buona parte dei giocatori, la sostituzione fortunatamente ottimale per entrambi di Rossi con Cleber e la gioia di veder esordire in porta, segnando un gol, il giocatore più giovane (un 2004, n.d.c.) come Giovanni Sponga, e soprattutto la soddisfazione di aver confermato che nel panorama di elitè del calcio a cinque ci siamo anche noi. Quindi direi che è un punto di partenza”.