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01/07/2021 00:01

L'analisi di Gaetano Pagano: ''Il futsal post-Covid ha bisogno di programmi di sviluppo oculati''

Come cambia il calcio a cinque nel post coronavirus? E’ la domanda che un po’ tutti, dagli addetti ai lavori agli osservatori, ma anche gli stessi praticanti e chi finanzia questo sport, si sta ponendo in questi giorni di transizione tra la stagione 2020/2021, segnata irrimediabilmente dagli effetti della pandemia, e quella 2021/2022, che un po’ tutti vedono come la luce in fondo al tunnel, l’annata che si spera possa traghettare il modo sportivo verso il ritorno alla normalità, in tutti i sensi.


Nonostante le dichiarate difficoltà, il mondo del futsal ha seguito il suo percorso, è riuscito a portare a compimento l’attività nazionale e parte di quella regionale cercando di aggirare l’ostacolo pandemico. E ora che le bocce si sono fermate è arrivato il momento di analizzare meglio la situazione per capire  in quale direzione la nostra disciplina sta incanalandosi. Ne abbiamo parlato con uno dei più attenti osservatori, Gaetano Pagano, che gestisce una conosciuta agenzia di mediazione sportiva e come tanti suoi colleghi, che saranno nostri interlocutori nelle prossime settimane, ha ben presente il polso della situazione e ci illustra in maniera articolata ed esaustiva il suo punto di vista.


“I danni del Conoravirus sono stati tantissimi. Economici sicuramente, ma anche umani. Quelli più gravi. Danni che avranno un effetto a medio e lungo termine se non si prenderanno le giuste contromisure, la fine della pandemia ancora è un orizzonte lontano… E lo sport non può più attendere. Il calcio a 5 in particolare deve rivolgere lo sguardo a una visione nuova, le società avranno una nuova opportunità per puntare tutto sulla pianificazione e l’organizzazione. Secondo i dati diffusi, il 42% delle organizzazioni sportive dilettantistiche ritiene probabile di dover cessare l'attività entro la fine del 2021, di quelle che resteranno in vita un’associazione dilettantistica su quattro ridurrà almeno del 50% i propri budget di spesa. Mi chiedo: come il calcio a 5 uscirà dal Covid una volta terminati i sussidi dei Decreto Cura Italia di Sport e Salute? Assolutamente male se si continuerà a promettere la luna nel pozzo, e cito presidenti, direttori, intermediari… nessuno escluso. Personalmente ho parlato in maniera molto diretta e chiara con i ragazzi, non tutti hanno colto il messaggio. Vediamo cosa succederà tra tre o quattro mesi. Per chi non ha capito la situazione economica e sociale i problemi potranno essere più difficili da risolvere”.


- Cosa intendi per pianificazione e organizzazione oculata?


“La Serie A da sempre è un campionato per pochi. Da troppi anni giocano in A atleti con curriculum ma in evidente stato calante. Tante società hanno ‘paura’ ad affidarsi a giocatori che fanno la differenza in A2. A mio avviso è il momento storico-economico adatto per dare la possibilità a ragazzi meritevoli di giocare nella massima serie e consentire alle società di abbassare i budget. E’ una soddisfazione vedere ragazzi come Mattia Raguso e Joaud Boutabouzi potersi misurare in A con il Manfredonia, e lo stesso dicasi per un ragazzo spagnolo che seguo dalla B e che a breve verrà ufficializzato da una squadra di Serie A”.


- Dare spazio a giocatori che fanno la differenza in A2 ricorda il percorso di Thiago Perez?


“Si, in effetti con Thiago è iniziata una battaglia contro una regola troppo penalizzante e che da poco spazio alla meritocrazia. In A devono giocare i portieri forti e non quelli affidabili con lo status da ‘formato’. Thiago, che a mio avviso quest’anno meritava una chiamata in Nazionale, è la dimostrazione che se sei forte non c’è regola che tenga. Se si vuole alzare il livello della Serie A questa regola dovrebbe essere rivisitata. E tante società potrebbero abbassare il monte-ingaggi aumentando la competitività di squadra… e visto il periodo non guasterebbe”.


- Tutti si chiedono: il futuro di Marcelinho?


“Il futuro di Marcelinho è ancora tutto da scrivere. Qualche sito web è stato troppo frettoloso. Il ragazzo interessa a tanti e l’altra sera ho avuto un piacevole scambio di messaggi con il presidente Pizza, una persona che stimo tantissimo e che mi mette di buon umore. Insomma, sul futuro di Marcelo bisogna portare ancora pazienza”.