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26/06/2022 00:53

Oggi campione, domani sarà un'Italservice da rifondare: la diaspora degli assi che salutano Pesaro

Ed ora che le bocce si sono fermate, anche noi possiamo finalmente lasciarci andare a scrivere un po’ di cose visto che fino alla mezzanotte di ieri abbiamo tacitamente accettato di rispettare le regole, quelle scritte ma anche quelle non scritte che normalmente indirizzano il comportamento di chi fa informazione quando si stanno ancora giocando partite ufficiali. Un rispetto dovuto e voluto, al contrario di chi ha iniziato a strombazzare in pieno clima playoff operazioni di mercato citando nomi di giocatori in piena attività, e questo con il consenso di chi, invece di intervenire davanti alle segnalazioni ricevute, se n’è beatamente infischiato. Calcio a 5 Anteprima ha una morale deontologica da rispettare pedissequamente e lo ha fatto fino al momento in cui si è chiuso il giorno che ha incoronato l’Italservice Pesaro campione d’Italia per la terza volta consecutiva.


Ieri, appunto.


Oggi finalmente ci possiamo divertire anche noi e dire quelle cose che, chiaramente, sapevamo e che abbiamo voluto tenere giustamente sotto la cenere, perchè era giusto non turbare chi in campo ci andava ancora per un obiettivo da raggiungere, ossia il tricolore. Ora che ci sentiamo svincolati possiamo dire la nostra sull’Italservice Pesaro che era e che non sarà più, visto che da oggi si scriveranno altri destini sportivi dei protagonisti della storia recente del sodalizio rossiniano. Passata anche per i “mal di pancia” invernali del presidente Lorenzo Pizza, che praticamente l’indomani dell’introduzione della riforma, aveva preso decisioni che sembravano avessero messo in discussione il futuro del suo club. Pizza si è gradualmente ammorbidito sulle sue posizioni, ha accettato di adeguare la “nuova” Italservice, sempre affidata a Fulvio Colini, alle regole introdotte dalla riforma, decidendo di privarsi di quei campioni che avevano portato Pesaro sul tetto d’Italia.


Per cui, ufficialmente dalla fine della settimana entrante (a meno di clamorosi dietrofront o colpi di scena), registreremo una lunga serie di addii. In primis quello di Pablo Taborda, decisivo per l’ennesima volta nella serie finale con la Feldi, ormai sposo dello Jaen e destinato a farsi ammirare nella Liga spagnola; dove ritroverà, ma da avversario, Lucas Bolo, l’uomo dello scudetto, il match-winner di gara-3 con la Feldi, che si trasferirà a Cordoba. Resteranno in Italia, invece, Honorio, Salas e De Luca: Humberto (che amichevolmente ci aveva scritto di voler smettere quando avrebbe vinto il decimo scudetto: siamo arrivati a quota 9, manca un ultimo sforzo...), il Cholito e Massimo la prossima stagione saranno avversari dei tricampioni d’Italia, tutti e tre con la maglia del Napoli. E Borruto? Da tempo ha raggiunto un accordo con il Boca, tornerà in Argentina e magari il prossimo inverno, chissà, lo potremo rivedere a Pesaro.


Espindola resterà in biancorosso, così come il capitano Tonidandel, Cuzzolino, Canal e De Oliveira, così come Vesprini e Cianni, i primi due ad essere confermati da Pizza assieme al vice Bargnesi e al preparatore dei portieri Del Grosso. A questo punto non resterà che attendere le ufficializzazioni delle “new entry”. La prima quella di Murilo Schiochet, che adesso potrà essere siglata formalmente. Prima e per il momento unica, in attesa che i responsabili tecnici biancorossi assicurino a Colini i giocatori necessari per mettere in piedi l’Italservice della riforma, quella che dovrà rispondere alle nuove regole e che verosimilmente sarà depotenziata dopo aver fatto la conta degli assi che andranno altrove.


Questo per il momento. Il resto dipenderà dal destino delle nuove regole volute dalla governance Bergamini, che Lorenzo Pizza ha contestato apertamente prima di allinearsi (per ovvie ragioni). Un discorso per niente chiuso, anzi crediamo che il bello debba ancora venire.