Sporting, i retroscena della svolta. Detta: ''L'addio a Foletto? Era giusto così, per entrambi''

Certo che iniziare la fase post-promozione con un cambio di allenatore non era proprio quello che Giuseppe Detta si aspettava. Ma cosa è accaduto? Cosa si è incrinato nel rapporto con Darci Foletto per arrivare a questa separazione che ha sollevato molti ragionevoli dubbi nell'ambiente?


“E’ così, è stata una decisione molto sofferta, ma allo stesso tempo la  più giusta per il bene di entrambi. Sono stato io a volerlo a tutti i costi prima come giocatore poi come allenatore. In entrambi i casi ha rivoluzionato il modo di fare futsal nella nostra città... ormai anche i muri sanno chi è Darci Foletto. Non a caso la passata stagione mi sono detto che mai nessuno doveva più indossare quella 27... ritirandola. Ma ripeto, per il bene di tutti, abbiamo deciso così. Sono sicuro che la sua carriera da allenatore non si fermerà allo Sporting, anzi questi anni splendidi e vincenti per lui saranno un trampolino di lancio per la sua professione, di questo ne sono certo”


- La scelta di Cafù... come è nata questa opportunità?


“Con Cafù ormai da qualche anno si è creato un rapporto di amicizia molto forte, e adesso saremo insieme per far sì che questa realtà continui a crescere sempre di più. Sia nella vita che nel lavoro non fisso mai limiti, ho capito che c'era un'opportunità concreta di portare il mister allo Sporting e non ci ho pensato su neanche un secondo”.

 

- Il roster ha già dimostrato di essere competitivo per l'A2, su quali direttrici indirizzerai assieme a Cafù le operazioni per integrare la rosa e su quali ruoli verranno puntate le vostre attenzioni?


“Come ho sempre detto la squadra è il riflesso dell'allenatore. Prima di avviare qualunque trattativa ne parlo sempre con il mister, e lui a dover scegliere le pedine giuste per il suo scacchiere e in questi anni sembra che i risultati hanno dato ragione alla mia filosofia di fare mercato. Poi sicuramente il mio ruolo è quello di vigilare su tutto e tutti. Stiamo valutando insieme a mister Cafù i tasselli mancanti per la prossima stagione, per ora non intento dire di più, ma chi mi conosce sa che non sono abituato a stare con le mani in mano. Presto si saprà di più... L'unica cosa che posso anticipare è che sicuramente rafforzeremo l'assetto difensivo”.


- Infine, l'addio di Campanelli: una rinuncia dolorosa e irrevocabile oppure credi che ci possano essere le condizioni per riaprire il dialogo e ricucire lo strappo?


“La sua decisione è stato un fulmine a ciel sereno, nessuno se lo aspettava, in primis io. Ma voglio precisare che non c'è stato nessuno strappo. Qualche giorno fa Daniele mi ha comunicato che per la prossima stagione non avrebbe potuto più ricoprire i ruoli da lui svolti in questi due anni e mezzo con lo Sporting, per impegni personali. Colgo l'occasione per ringraziarlo pubblicamente, a nome di tutti,  per l'impegno e la professionalità dimostrata. Ma come già detto prima non posso rimanere con le mani in mano, si dice che chi si ferma è perduto e io non mi fermo mai. Ho già inquadrato dei degni sostituti e sono sicuro che riusciranno a colmare questo grande vuoto lasciato da Campanelli”.