Sporting, è qui la festA2! Brunelli: ''Resto a Sala Consilina per vincere per la squadra e la città"

In Italia, a livello nazionale, nessuno conosceva Leonardo Brunelli. Anche perchè era arrivato dal Brasile per andare a giocare nella C1 del Veneto in attesa di spiccare il volo. Ci ha impiegato poco la stella italo-brasiliana a regalare il suo nome alle cronache sportive, soprattutto segnando gol a vagante con la maglia del Giorgione di Castelfranco Veneto, trascinato a suon di gol al double nella stagione 2019/2020 prima che sopraggiungesse il Covid a far chiudere tutto. Poi, la scorsa estate, ecco l’interessamento dello Sporting Sala Consilina, la scelta di trasferirsi a Sala: ma cosa lo ha convinto ad accettare questa chance e cosa, soprattutto, Leonardo si aspettava di poter dimostrare?


“Chi mi ha convinto è stato il presidente Giuseppe Detta, quando mi ha chiamato parlando della sua ambizione e di tutto quello che voleva fare per questa città. Ho abbracciato l'idea e questi colori per fare del mio meglio per questa squadra”.


- Sin dalle amichevoli del precampionato hai dimostrato le tue capacità, che in campionato hai tradotto in fatti concreti, fatti che ben presto ti hanno fatto diventare il giocatore simbolo della squadra. Hai sentito il peso di questo ruolo oppure è stato ancor più un elemento di motivazione a far meglio?


“Penso che sia stata una motivazione in più per me, e penso di essere riuscito a fare quello che tutti si aspettavano. Aiutandoci reciprocamente insieme ai miei compagni di squadra, siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, che era quello di vincere il campionato e salire in Serie A2”.


- Il momento forse più difficile dell’anno è coinciso con il tuo infortunio. Hai temuto che la tua stagione potesse terminare in quell'occasione e che i progetti dello Sporting potessero avere dei contraccolpi visto che proprio in quella fase sono arrivate le sconfitte con AP e Benevento?


“Quel momento è stato molto difficile per noi perché dovevamo giocare delle partite molto vicine tra loro, e per me è stato ancora più difficile viverlo proprio per il fatto dell’infortunio. Ma dopo siamo cresciuti molto come gruppo e sapevamo che non avremmo potuto perdere le altre partite per non compromettere tutto quello che era stato fatto”.


- Benevento è stata la dimostrazione concreta di un potenziale di categoria superiore: ricordaci quella partita perfetta…


“E’ stata la partita che tutti vogliono giocare, una partita dura, tra due squadre che sanno giocare a futsal e che volevano vincere ad ogni costo. All’andata abbiamo avuto qualche secondo di disattenzione che è stato il motivo per cui abbiamo perso la qualificazione alla Coppa Italia. Ma da loro siamo stati perfetti: una parola che racchiude il senso di quella vittoria”.


- Dalla delusione con il Cisterna all'apoteosi di Potenza: come hai vissuto i momenti prima di affrontare l’ultima gara della stagione? 


“Ero ancora più motivato a giocare contro il Potenza, perché sapevamo che era la partita finale, quella che avrebbe deciso tutto, quindi dovevamo vincere a tutti i costi. A tutti coloro che giocano a futsal piacciono questo tipo di partite, e quando siamo entrati in campo abbiamo dato tutto”.


- Infine, il tuo futuro. Ormai Sala Consilina è la tua seconda casa: sarà così anche la prossima stagione… e per quanto tempo ancora?


“Per quanto non lo so, ma indipendentemente dal tempo che sarò qui, farò tutto quanto in mio potere per aiutare questa squadra e questa città a raggiungere i traguardi che sono stati prefissati”.