Sporting, è qui la festA2! Carducci guarda lontano: "Voglio restare per portare il Sala in Serie A''

Non sarà stata la stagione della consacrazione, ma chi aveva ancora dei dubbi sulle capacità di Diego Carducci se l’è sicuramente fugate dopo aver visto all’opera il laterale marchigiano in un campionato di Serie B che lo ha eletto tra i migliori giocatori italiani della categoria. Non che bisognava avere il timbro del campo per capire la sostanza di questo talentuoso mancino arrivato la scorsa estate a Sala Consilina dopo una stagione in Serie A e con la società che lo aveva preso per dare qualità "italiana" al roster di Darci Foletto. Però tra le note di merito espresse dai gialloverdi lungo il loro percorso, quelle del buon Carducci non passano certo in secondo piano. 


- Da italiano "non campano" sei stato in grado di dare un contributo costante e significativo in termini di qualità alla squadra, ti aspettavi questo rendimento dopo un anno di quasi inattività a Pesaro?


”Come giudico la mia stagione allo Sporting? Al pari di quella della società, davvero ottima, ma non perfetta. Siamo stati grandi a rialzarci prontamente e più forti di prima nei momenti di difficoltà, dimostrazione che il gruppo fa davvero la differenza. Per la prima volta sono uscito dalla Marche per giocare, avevo un obiettivo personale: tornare ad essere protagonista in una realtà importante dopo l’esperienza a Pesaro in cui non ho trovato spazio, e penso di averlo raggiunto, giocando e divertendomi”.


- Sei arrivato in un gruppo composto da tanti giocatori brasiliani di valore ma hai saputo subito fare squadra, e la squadra nel tempo ha cementato il gruppo fino ad arrivare a quello Sporting che alla fine ha dominato la stagione. Condividi questa valutazione?


“È un piacere condividere lo spogliatoio con uomini e giocatori così, e penso che le caratteristiche individuali di ognuno di noi, messe al servizio della squadra e con un obiettivo comune, abbiano fatto si che si formasse un gruppo solido e determinato. Questo ha fatto la differenza per me, il grande gruppo che poco a poco si è formato”.


- Le uniche due sconfitte sono arrivate per mano delle dirette concorrenti, sia quella con l'AP che quella col Benevento hanno tuttavia lasciato un segno importante. Quale delle due ritieni che sia stata quella che ha maggiormente influenzato la vostra performance?


“Queste due sconfitte, le uniche, hanno lasciano un segno importante. Quella con il Benevento soprattutto perche decisiva per l’accesso alla Coppa Italia, obiettivo da noi non centrato, ma ancora una volta la forza di gruppo e la nostra volontà di invertire subito rotta ci hanno permesso di rispondere perentoriamente”.


- Quali sono stati i momenti-clou, secondo te, di questo campionato? Quando hai metabolizzato la convinzione che la Serie A2 non vi sarebbe potuta sfuggire?


“La partita cruciale per me è stata il ritorno a Benevento, scontro diretto non decisivo ma molto importante per la promozione: una vittoria larga che ha dimostrato quando meritavamo questa promozione”.


- Infine, il tuo futuro. Le prestazioni allo Sporting hanno fatto salire sicuramente le tue quotazioni: giurerai fedeltà a questi colori per magari provare a dare l'assalto l'anno prossimo alla Serie A?


“Mi sono trovato davvero bene qui a Sala e non ho intenzione di andarmene, abbiamo lo stesso sogno: giocare in Serie A”.


E che così sia!