Troppo Sporting per il Benevento: sinfonia salese al PalaTedeschi, Vavà & C. ad un passo dall'A2

Quante analogie tra lo Sporting Sala Consilina e l’ottava sinfonia di Beethoven, notoriamente la più breve tra tutte le epiche composizioni del grande musicista. Breve quanto il tempo che ci ha messo la squadra di Foletto per spezzare gli indugi e dare il là al trionfo del PalaTedeschi, parafrasando il “fa maggiore” che ha aperto la clamorosa goleada con cui i salesi hanno di fatto scritto la parola fine sul campionato e la corsa all’A2. Vendicando l’affronto del 23 febbraio mettendo sul conto tutti gli interessi possibili.

Evitando di fare acrobazie tra la storia e l’attualità, diciamo che l’attesa sfida tra l’attacco più forte del campionato e la difesa meno battuta è stata vinta da chi ha preferito puntare sulla fase offensiva, finendo quasi per maramaldeggiare su una retroguardia avversaria che ha vissuto il pomeriggio più brutto dell’intera stagione. La verità sta nel fatto che lo Sporting ha giocato d Sporting e il Benevento non ha giocato da Benevento, con il trend invertito rispetto all’andata del PalaCappuccini: quello che non era riuscito allora a Vavà & C. è riuscito in terra sannita, per la griffe sull’epilogo che, lo diciamo senza sbagliare, era quello più logico dopo una stagione che lo Sporting Sala Consilina ha dominato dal primo minuto, ossia imprimere l’accelerazione giusta verso il traguardo dell’A2.

LA CRONACA - Una svolta che la squadra di Foletto impiegava 53 secondi per concretizzare. Di Luccio perdeva palla, Carducci la serviva per Bavaresco che la indirizzava nell’angolino, imprendibile per Ranieri. Cambio di strategia per il Benevento che al 2’49” creava il primo problema a Gallon: giocata di Galletto pescato da Botta, il portiere salese si distendeva e deviava in angolo, dal corner il tiro di Botta era contratto da Carducci. Al 4’40” punizione di Gallon per Egea, lungo l’out sinistro a Bavaresco, palla deviata da Botta che prendeva il palo con Ranieri a guardare.

Partita che nonostante tutto regalava sprazzi di fair play. E nonostante questo la coppia di fischietti calabresi non perdeva l’occasione per sventolare i gialli: prima a Brunelli, poi a Vavà e quindi a Galletto. Nel mezzo il capitano gialloverde deviava un tiro di Cerrone. Al 9’ il raddoppio: punizione di Vavà verso Brunelli, Brignola anticipava tutti e infilava alle spalle di Ranieri il più clamoroso degli autogol. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi che una rasoiata di Dillien falliva per pochi centimetri il 3-0. Cartellini che continuavano a sventolare: nella lista dei cattivi anche Cerrone e Sanseverino, con Oliva che tentava di scuotere la sua squadra mettendo Di Luccio portiere di movimento.

Gallon salvava prima si Di Luccio e poi su Stigliano, che commetteva fallo su Bavaresco portando il Benevento al bonus. Sugli sviluppi della punizione, battuta da Brunelli, era Vavà a ricevere e infilare il “sette” alla sinistra di Ranieri: 0-3. Benevento chiaramente stordito: Brunelli rubava palla a Botta (una vera notizia!), triangolava con Bavaresco e tagliava verso Vavà, indisturbato per indirizzare in rete il punto del 4-0. Ma al riposo si andava con lo Sporting avanti di cinque reti: appena superata la soglia dell’ultimo minuto, la palla veniva rimessa in gioco in velocità, arrivava a Bavaresco che sfruttava il ritardo di cambio del portiere per infilare il 5-0 di metà gara.

Si ripartiva con il Benevento da subito con Galletto portiere di movimento. Ma passavano tre minuti e Botta commetteva uno dei rarissimi errori di una stagione perfetta, Brunelli se ne andava da una porta all’altra e dopo trenta metri di corsa solitaria depositava la sfera in rete per il 6-0. Oliva insisteva con il quinto di movimento (maglia a Calavitta), Vavà sfiorava il 7-0 dalla sua area. Poi il ruolo volante, al 7’, passava sulle spalle di Virenti. Il Benevento era sfortunato quando Gallon ribatteva la botta di Stigliano, con Galletto che sfiorava il palo lontano. Il nome di Dillien si aggiungeva sulla lista degli indisciplinati di giornata: Gallon si opponeva alla punizione di Botta e pochi secondi dopo era Virenti a perdere palla, fulminea ripartenza di Dillien, tocco per Bavaresco che entrava in porta con tutto il pallone per il facile 7-0.

Ancora Gallon si opponeva a Stigliano innescando la ripartenza di Redivo che sfornava un assist al bacio per la girata volante di Ametrano: 8-0. Calavitta si prendeva il merito di segnare il gol della bandiera sannita, con il gioco che si fermava lasciando scorrere gli ultimi secondi sul match, con i titoli di coda che di fatto portavano dritti a scrivere la parola fine sulla caccia all’A2.


BENEVENTO-SPORTING SALA CONSILINA 1-8 (pt 0-5)

BENEVENTO: Ranieri, Serino, Virenti, Calavitta, Botta, Galletto, Stigliano, Di Luccio, Guido, Brignola, Cerrone, De Filippo. All.: Oliva

SPORTING SALA CONSILINA: Gallon, Carducci, Santoro, Egea, Vavà, Dillien, Redivo, Brunelli, Ametrano, Ortega, Bavaresco, Sanseverino. All.: Foletto

ARBITRI: Di Benedetto di Lamezia Terme e Freccia di Catanzaro; crono: Minichini di Ercolano

MARCATORI: pt 0’53” Bavaresco (SSC), 9’ autorete Brignola (SSC), 16’ e 18’ Vavà (SSC), 19’ Bavaresco, st 3’ Brunelli (SSC), 15’ Bavaresco (SSC), 18’ Ametrano (SSC), 19’ Calavitta (B)

NOTE: ammoniti Brunelli (SSC), Vavà (SSC), Galletto (B), Cerrone (B), Sanseverino (SSC), Dillien (SSC)






Foto: Sollo