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23/03/2021 20:05

Unina Flegrea, niente sbarco nel Lazio. L'ultima possibilità è l'accorpamento con le pugliesi

La notizia delle ultime ore è la decisione del Comitato Regionale del Lazio di non modificare la struttura del format e, di conseguenza, del calendario del campionato di Serie C1, che partirà il prossimo 17 aprile. Una decisione che di fatto preclude all’Unina Flegrea la possibilità di approdare nel Lazio per poter prendere parte all’attività ufficiale organizzata dall’istituzione regionale di via Tiburtina, che nei giorni scorsi aveva già provveduto a inoltrare alla Lega Nazionale Dilettanti tutta la documentazione per la ripresa dell’attività.


Chiusa la pista che avrebbe potuto condurre al Lazio, rimane aperta solo un’ultima strada per la società napoletana, che non sarebbe la sola, tra l’altro, ad aver deciso di intraprendere il percorso interregionale per poter tornare in campo (alla Flegrea si sarebbe infatti unita anche la Trilem Casavatore). I numeri ristretti che sono emersi dalle consultazioni delle società pugliesi (solamente sei - sulle sedici totali - quelle disposte a ripartire in campo maschile) spingerà verosimilmente la delegazione di Bari del futsal a chiedere alla FIGC una deroga per ottenere la promozione in Serie B anche qualora venisse organizzato un concentramento con due unità in meno al numero minimo previsto dalle linee guida del presidente Gravina.


E se la deroga non venisse concessa cosa succederà? A quel punto prenderebbe ragionevolmente quota la possibilità che i Comitati Regionali di Puglia e Campania valutino l’eventualità di un accorpamento per arrivare a quelle otto società necessarie per ottenere il diritto alla promozione. E’ da ritenere che uno scenario del genere, già discusso dai club campani interessati, verrà presentato anche alle sei società della Puglia per comprendere la fattibilità dell’operazione, che indubbiamente costringerebbe le squadre interessate a trasferte impegnative (ad esempio Brindisi-Pozzuoli, sicuramente la più importante tra quelle verificabili) ma che regalerebbe a tutte l’assaggio di quel “nazionale” per il quale le società intenzionate a riprendere l’attività sono pronte a cimentarsi in piena pandemia.


L’esempio del girone tri-regionale che interessa l’area settentrionale, composto da quattro squadre liguri, tre toscane e una lombarda, gioca in favore di questa soluzione e come precedente potrebbe dare il giusto input. Tra domani e giovedi il nodo potrebbe essere sciolto in maniera definitiva.