Basile lo aveva detto, la Sandro Abate lo ha ascoltato: "Questa volta siamo rimasti una squadra"

Intervistato nel post-gara, l'allenatore della Sandro Abate, Piero Basile, ha raccontato così la sfida che ha visto trionfare gli irpini per 3-1 sulla Meta Catania.

“E’ stata una partita soffertissima come ormai tutte le gare di questo campionato - spiega il tecnico della compagine avellinese - abbiamo trovato di fronte una grande squadra che aveva anche delle assenze importanti come Bocao, che era squalificato, e Javi Alonso, quindi complimenti a loro. Noi, così un po’ come nella partita col Pistoia, ci abbiamo provato in tutti i modi; questa volta a differenza di venerdì scorso, quando siamo andati sotto nel punteggio, siamo rimasti lucidi e siamo rimasti squadra, continuando a giocare e spingendo perché abbiamo creduto che il gol prima o poi dovesse arrivare; e così è avvenuto. Poi negli ultimi 5 minuti eravamo con le rotazioni cortissime ma abbiamo avuto la forza di mettere il portiere di movimento, facendo benissimo con un gran gol: questo ci rende veramente tanto contenti”.

Basile spiega cosa ha fatto e cosa deve fare la differenza.

“L'importante è creare tanto. Ci sono dei momenti in cui, così come è avvenuto anche nella partita col Pistoia, fatichiamo anche noi e siamo anche noi colpevoli di non finalizzare. Però l'importante è che la squadra ci crede, crea e poi chiaramente, quando si riescono a passare questi momenti dove non si riesce a fare gol ma poi si vince con una strategia, alla fine questo rende orgogliosi e contenti tutti, perché abbiamo una soluzione che in questo momento sta pagando, ma che speriamo di non dover utilizzare altre volte, dal momento che vorrebbe dire che vinciamo le partite prima. Purtroppo, è il bello di questo sport, il cinque-contro-quattro”.

Nota dolente del match è stato l'infortunio di Gui.

“Purtroppo in questo campionato sapevamo che si sarebbe andati incontro a questo: tutte le squadre hanno le rose cortissime e quindi è normale che perdere un giocatore rende veramente complicate le cose, non solo in gara, ma anche durante la settimana, perché è difficile allenarsi, spingere, giocare con intensità. Non lo so, Gui ci ha provato quindi già il fatto che ci abbia provato dice qualcosa di positivo, poi lui magari sopporta il dolore più degli altri. Quindi, bisogna chiaramente valutarlo; penso che abbia preso una distorsione alla caviglia o una botta sul collo del piede, però in questo momento non so dire cosa gli sia successo”.