27/04/2026 20:35
La cena di fine stagione che è stata organizzata presso il ristorante “Gatto nero” di Perugia, è stata l’occasione propizia per il preside ente Gabriele Gaggia per incontrare i giocatori e i componenti dello staff tecnico-dirigenziale per fare anche un primo check-up su quello che sarà l’organico della Gadtch per la prossima avventura nella Serie C1 umbra. Ma Gaggia non ha perso l’occasione per ringraziare tutti “i suoi uomini” per l’impegno profuso nella gestione di una stagione che è stata caratterizzata da tanti momenti negativi che hanno finito per condizionare il cammino dei biancorossi perugini.
“Anche nell’ultimo campionato i problemi ci hanno bersagliato - ha sottolineato Gaggia - e mi riferisco agli infortuni che ci hanno impedito di utilizzare elementi importanti nei momenti topici, quando abbiamo dovuto far fronte a vere e proprie situazioni di emergenza, come accaduto nelle partite con Ducato e Monteleone. Senza dimenticare le sanzioni disciplinari comminate: non sto piangendo certo sul latte versato, ma gli episodi da questo punto di vista ci hanno chiaramente messo i bastoni tra le ruote. Diciamo che archiviamo una stagione di transizione, che è servita per fare delle valutazioni anche in prospettiva futura”.
La prima valutazione fatta da Gaggia è stata quella del nome dell’allenatore. Carlo Bartocci resterà sulla panchina perugina anche nella stagione 2026/2027: attribuirgli responsabilità tecniche per il piazzamento finale lontano dalle aspettative iniziali, con l’esclusione anche dai playoff, sarebbe un errore figlio della superficialità.
“Non la penso affatto così - concorda Gaggia. - Bartocci ha dovuto intanto lavorare con una rosa praticamente rifondata all’inizio della scorsa stagione e con tutte le problematiche di tempo legate ad amalgamarla. Ritengo che abbia fatto un eccellente lavoro fino a quando i problemi hanno cominciato a pesare sulla gestione delle scelte e della formazione da schierare: sono dell’idea che abbia diritto a una seconda chances per dimostrare le sue capacità”.