Cirillo carica (e difende) l'Eur Massimo: ''Noi avvantaggiati? Le regole non le scrivo certo io!''

Vigilia di buone notizie in casa dell’Eur Massimo, che si appresta a vivere le emozioni della finale di Coppa Italia con le Aquile Molfetta. Superato lo scoglio Benevento grazie alle griffe di Merlonghi e Locchi, per Paolo Minicucci arriva il corposo blocco dei rientri: contro i pugliesi stasera ci saranno Barricelli, Fantini e Fabozzi, che hanno scontato la giornata di squalifica in carico dalla precedente Coppa Italia regionale, e anche Gioia sarà a disposizione del tecnico (che rinuncerà ancora a Sordini) per la sfida che assegnerà la coccarda.


Andrea Cirillo (nella foto tra mister Minicucci e il "secondo" Montenero) è ancora in preda al pathos del 2-1 ai sanniti.


“Abbiamo battuto un Benevento di assoluto livello tecnico, con elementi di grande qualità, al termine di una partita maschia ma gestita alla grande, per cui mi sento di fare i complimenti sia ai miei giocatori che a loro”. 


Stasera, dunque, la finale con le Aquile: è l’appuntamento più importante della storia del giovane club della Capitale.


“E’ una finale, una partita aperta a tutti i risultati e come tale è una sfida che vincerà chi avrà più testa. Noi recuperiamo tre giocatori, motivo in più per essere ottimisti”.


Ma non mancano comunque i commenti sul percorso agevolato di cui avrebbe usufruito l’Eur Massimo, che ha “sfruttato” il forfait del Catanzaro per trovare in finale con una partita sulle gambe in meno. Il presidente Cirillo risponde con grande senso di diplomazia.


“I regolamenti non li abbiamo certamente scritti noi, così come il fatto che abbiamo dovuto affrontare una manifestazione di carattere nazionale portandoci dietro squalifiche di giocatori frutto della Coppa Italia regionale della precedente stagione, per un errore di regolamento. E potrei stare qui a fare altri esempi che fanno parte di quella che purtroppo è una stagione anomala, per tutti non solo per l’Eur Massimo”.