24/04/2025 09:45
La Coppa della Divisione vinta dalla Roma 1927 è stata storica per i giallorossi e per il suo condottiero. Daniele D'Orto, all'ultima panchina della sua lunga carriera, porta all'Olgiata il trofeo più importante tra quelli vinti finora dalla società del presidente Verde. Il tecnico romano lascia una società a cui ha legato molte emozioni, fatte di finali e trofei.
"La Final Four, come tutta la competizione, è stata molto complessa e competitiva. Inoltre, avevamo l'assenza di Isgrò e alcuni giocatori non al meglio della condizione fisica, ma questa squadra ha dimostrato di essere composta da campioni, nonostante le difficoltà. Molte responsabilità se le sono prese gli Under 19, che sono ragazzi fortissimi, al livello di moltissime selezioni europee e mondiali".
- Cosa lasci con questa ultima presenza sul parquet?
"Beh, è un percorso che mi rende orgoglioso. Credo di essere l'unico ad aver vinto con squadre maschili, femminili e anche giovanili, in tutto il panorama del futsal italiano. In questi anni abbiamo perso anche cinque finali, per cui ci tenevo a lasciare con una vittoria così importante. Non rinnego le tante finali, l'emozione dell'Inno d'Italia è sempre speciale. Poi devo ringraziare il presidente Andrea Verde, il vicepresidente Renato Serafini e il direttore generale Alessandro Angelucci, insieme a quei giocatori che mi hanno dato tante soddisfazioni in questi anni. Soprattutto devo ringraziare la mia famiglia, che ha condiviso gioie e dispiaceri con me".
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