14/05/2026 08:30

Drago Acireale, le prime parole di Sgroi: "Ripartire da una piazza come questa è motivo d'orgoglio"

Drago Acireale con idee ben chiare. Persa la finale di girone dei play off contro il Mistral Palermo, la società granata si è mossa subito e ha già tracciato le linee guida della prossima stagione, salutando e ringraziando mister Antonio Marletta e dando il benvenuto all’allenatore Carmelo Sgroi e al direttore generale Tuccio Testa. Sgroi e Testa sono reduci dalla felice esperienza di Adrano, formazione con cui hanno conquistato, forse a sorpresa, il salto in Serie A2.

Nella lunga carriera di Sgroi spiccano gli anni da vice allenatore in Serie A con la Meta Catania e con il Melilli ed ancora Catania Librino in Serie B e Catania C5 in Serie C1, prima delle tre stagioni ad Adrano.  Sgroi, peraltro, torna ad Acireale dopo la parentesi da vice di Salvo Samperi (Serie A2). Ai nostri microfoni, è proprio mister Sgroi a delineare alcuni punti fermi della nuova Drago Acireale.

-Sei reduce da una promozione sul campo e ora riparti da una piazza di rilievo per il calcio a 5: con quali motivazioni? È presto per parlare di obiettivi e ambizioni?

“Ripartire dopo una promozione è stimolante, ma farlo da una piazza storica come Acireale è un vero motivo d’orgoglio: qui il calcio a cinque ha un peso diverso e le motivazioni nascono da sole”.

-Avete già parlato di rosa e giocatori, o è troppo presto?

“È ancora presto per definire obiettivi precisi di classifica, perché la nostra prima ambizione deve essere la costruzione di un gruppo squadra competitivo e solido. In questo senso, la nostra base di partenza sarà lo zoccolo duro che ha concluso la scorsa stagione, su cui innestare l’identità della nuova squadra”.

-In ogni caso, a prescindere da tutto, come dovrà giocare la tua squadra?

“Che tipo di gioco vedrete? Non voglio una squadra statica. Il mio obiettivo è trasmettere un’identità chiara ma capace di adattarsi: dobbiamo saper leggere ogni momento della partita e reagire di conseguenza

-Per te si tratta di un ritorno ad Acireale...come è cambiato il futsal da quegli anni e come è cambiato (se lo è) il tuo modo di fare futsal?

“Torno ad Acireale dopo anni e trovo un futsal profondamente cambiato, molto più intenso e tatticamente evoluto, dove dettagli come la gestione del portiere in fase di impostazione sono diventati decisivi. Anche il mio modo di lavorare è cambiato di pari passo con questa evoluzione: studio, dinamismo e cura del dettaglio saranno il cuore del nostro quotidiano”.

Ludovico Licciardello