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08/02/2026 09:45

#Euro2026, è anche la vittoria di Jesús Velasco: "Era una sfida per me riportare la Spagna qui"

Non può che esserci anche la mano di Jesús Velasco dietro l'ottavo Europeo conquistato dalla Spagna a dieci anni dall'ultima volta. L'allenatore di Toledo che a livello di club ha vinto praticamente tutto, alla sua prima esperienza sulla panchina di una Nazionale maggiore, tra l'altro quella del suo paese, vince subito, dimostrando che la scelta di puntare su di lui dopo la delusione ai Mondiali uzbeki (Spagna fuori agli ottavi con il Venezuela, n.d.r.) è stata azzeccata. Queste dunque le parole di Velasco rilasciate nella zona mista della Arena Stožice di Lubiana dopo la finale vinta con il Portogallo e intercettate dai nostri microfoni insieme a quelli dei colleghi di Quattro Zero.

“Molti dicevano che eravamo i favoriti prima del torneo? Per me non ci sono favoriti, bisogna dimostrare tutto sul campo, e credo che entrambe le squadre abbiano dimostrato di essere le più forti, infatti abbiamo visto una bellissima partita, per questo abbiamo vinto tutti. Penso che andare subito sul 2-0 - prosegue Velasco entrando nel merito dell'incontro - non sia stato buono per noi perché lì il Portogallo è venuto avanti e non siamo riusciti a gestire questa situazione e penso che il Portogallo nel primo tempo sia stato al di sopra di noi, quindi abbiamo avuto un po’ di fortuna con quel gol a pochi minuti dalla fine ad andare all’intervallo sul 3-2. Nella ripresa però siamo stati più forti di loro, abbiamo creato tante occasioni molto chiare, non siamo riusciti a metterla dentro riuscendoci però alla fine. Credo sia stata una grandissima partita e per noi è una soddisfazione immensa perché da dieci anni la Spagna non vinceva e questa cosa girava, girava, girava in tutto il paese; dopo il Mondiale in cui siamo usciti "un po’ così", credo sia stata una bella spinta per noi”.

Nei più grandi dualismi dello sport, i successi e la forza del rivale alimentano l'altro. Anche la Spagna ha bisogno del Portogallo per essere grande, insomma?

“Il contrario ti fa anche grande - risponde Velasco. - Se hai il massimo rivale molto al di sotto di te, è difficile che riesci a crescere. Noi arriviamo ora che il riferimento in Europa non è la Spagna, ma il Portogallo perché ha vinto di seguito due Europei e in mezzo un Mondiale, quindi bisogna avere i piedi per terra. Loro sono cresciuti tanto, noi no, quindi speriamo che questo bel torneo che abbiamo fatto ci dia una spinta perché abbiamo bisogno di crescere”.

Velasco, dicevamo, in carriera ha vinto tutto a livello di club: tra Italia (con Torino, Prato, Luparense) e Spagna (Inter e Barcellona) Jesús ha conquistato innumerevoli campionati e coppe nazionali, oltre a tre Champions League. Dopo questi successi, il trofeo sollevato a Lubiana è il più bello di tutti?

“Sì, senza dubbio; quello che arriva è il più importante - precisa subito l'allenatore che in passato ha lavorato anche con Petrarca, Segovia e ACCS, - ma intanto lo è questo qui. Comunque per me era una sfida prendere la Nazionale dopo che non eravamo arrivati neanche in finale nello scorso campionato europeo, nel Mondiale siamo usciti agli ottavi…quindi per me personalmente era una bella sfida: è anche la prima volta che guido una Nazionale, per di più del mio paese. È un stato grandissimo orgoglio poter aiutare la mia nazione e il futsal spagnolo ad arrivare dove siamo arrivati oggi”.

Quindi ora si pensa al Mondiale? Velasco mette in chiaro le sue priorità...

“Ora penso a una, due o tre birre, anche quattro - ci dice con un sorriso. - Per il resto, sì, la prossima sfida è il Mondiale; abbiamo tempo, bisogna analizzare bene tutto quello che abbiamo vissuto qui e continuare avanti per la nostra strada come tutti, come deve fare ugualmente l’Italia: credo - chiude Velasco - che abbia fatto un torneo abbastanza buono, deve continuare per la sua strada e credere nel suo obiettivo, lo sport è così, ne c’è altra cosa da fare”.

Dal nostro inviato a Lubiana, Lorenzo Miotto



In foto: Velasco con il capitano Mario Rivillos, unico superstite della Spagna campione a Belgrado nel 2016; Chris Ricco – UEFA/UEFA via Getty Images