Gonzalo Galan si presenta alla Sampdoria: ''Chi indossa questa maglia ne avverte la responsabilità''

“Mi serviva un pensatore là dietro, uno che possa fare più ruoli e che, da grande conoscitore di questa disciplina, possa darci equilibrio non solo in campo ma anche mentale: da lui mi aspetto che difenda naturalmente, ma che sappia anche costruire dal basso”.


Queste le parole con cui mister Cipolla presenta ai tifosi il valenciano. Gonzalo chiosa.


“Mi ritrovo perfettamente in questa presentazione, proprio in questa parte di carriera dove, soprattutto da Catania, sono sceso in posizione più arretrata proprio per difendere e provare a organizzare il gioco partendo da dietro. Ma, quando posso, non mi dispiace provare ancora a far gol”.


Che con il gol ci sia un rapporto ancora piuttosto stretto lo dimostrano i video disponibili in rete: Gonzalo calcia al volo, di destro, di sinistro. E il finale è sempre lo stesso: palla in rete.


“Sì, vero anche questo, ho sempre avuto una buona facilità di calcio con entrambi i piedi e, se ho spazio, ci provo, naturalmente rispettando ruoli e gerarchie”.


E quando giochi con gente come Musumeci, le gerarchie sono importanti.


E‘ uno che ha girato parecchio tra Spagna, Belgio (dove ha incontrato un certo Max Bellarte) e Francia, dove invece si è dimostrato, come a Lille, anche un gran finalizzatore. E le differenze con l’Italia? 


“In Belgio il futsal è tecnicamente di livello, ma ci si allena poco, cosa impensabile per un approccio fisico come invece trovi in Francia o in Italia: ma qui da voi oltre al fisico sono importanti anche i polmoni, si corre tanto in entrambe le direzioni. E qualche sportellata con il pivot avversaria, magari, è pure accettata, il che dà ancora più gusto a questo sport”.


- A Catania, la città che ti ha accolto al tuo arrivo in Italia, come ti sei trovato?


“Catania è meravigliosa e i catanesi gente accogliente, la Sicilia è un mondo sempre in movimento, pazzesco, unica cosa che ogni tanto una pausa di tranquillità a me come alla mia famiglia fa piacere concedercela. In questo senso non vedo l’ora di arrivare a Genova (Gonzalo è in viaggio in auto durante la nostra chiacchierata telefonica, n.d.c.): la immagino come una città bellissima, di mare, ma anche un po’ più “nordica”.


Una città che conceda anche qualche pausa insomma, visto che il campionato sarà lungo e battagliato.


“Assolutamente, noi in particolare daremo battaglia ovunque andremo, in casa o trasferta, perché chiunque indossa questa maglia ne sente subito la responsabilità”.


Ufficio Stampa