01/11/2024 17:00
Una striscia positiva di quattro vittorie consecutive, fra campionato e Coppa Italia. Un roster costruito per centrare il salto di categoria… e due reti di vantaggio. Sono queste le credenziali con cui l’Holimpia Siracusa targata Armenio si presenta domani in casa del San Nicolò (Acicatena, Ct) con l’obiettivo di difendere il 6-4 maturato nella gara di andata e proseguire la corsa in Coppa Italia.
Snodo della stagione, la Coppa fa gola a tutti, di cui parliamo con Alessio Carbonaro (28 anni, universale) altro pezzo forte di un organico grandi firme. Carbonaro ha militato a lungo nell’Augusta (dal 2011 sino alle stagioni con Paniccia, Giampaolo e Rinaldi). Da due campionati, invece, ha sposato l’ambizioso progetto dell’Holimpia.
“All’Holimpia Siracusa mi trovo molto bene, la società punta in alto e in più ho ritrovato Diogo Camillo Texeiria, capitano dell’Augusta, e tanti altri giocatori che già conoscevo”.
- Domani siete impegnati nella gara di ritorno, in quel di San Nicolò ad Acicatena. Si parte dal 6-4 dell'andata, che gara ti aspetti? All'andata che partita è stata?
“Si parte dal 6-4 ma è un risultato che non ci consente cali di concentrazione perché il San Nicolò è una squadra che non molla mai, lotta su ogni pallone sino all’ultimo e lo abbiamo visto nella gara di andata quando è riuscito ad accorciare il punteggio proprio negli ultimi minuti”.
- In campionato, come in Coppa, siete tra le favorite e state andando piuttosto bene: la vostra squadra è bel mix di giocatori di esperienza e di qualità assoluta (molti locali), con l'innesto di alcuni giovani…
“Si, siamo tra le favorite perché abbiamo un roster di qualità e soprattutto giocatori d'esperienza”.
In campionato l’Holimpia Siracusa viaggia spedita (15 punti sui 18 a disposizione), il San Nicolò con 10 punti è in scia allea prime della classe. La Coppa Italia, però, come tutte le competizioni ad eliminazione diretta, è tutt’altra storia. Servirà la ricetta richiamata da Carbonaro: “il proprio valore bisogna sempre dimostrarlo sul campo, facendo il gioco che vuole il mister Armenio”.
Ludovico Licciardello