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01/05/2021 16:34

Il mito dello Special One e il Montesilvano re d'Europa. Colini: ''Un trionfo dedicato a Rogerio''

Quel titolo una via di mezzo tra nick-name e attribuzione meritoria, Fulvio Colini se lo conquistò in quel biennio a cavallo tra il 2010 e il 2011 quando portò il Montesilvano ai vertici del futsal italiano. Lì venne definito lo Special One, il riconoscimento ad un allenatore che aveva portato per la prima volta lo scudetto in Abruzzo nella strepitosa finale di Montebelluna in cui i pescaresi spaccarono la sfida decisiva con la Marca stravincendo per 6-1; e che poi prima conquistò la Final Four andando a guadagnarsi il pass nell’Elite Round a Ekaterinburg mettendo in fila Viz Sinara e Araz Naxçivan, e poi mise tutti d’accordo ad Almaty con il 3-0 ai campioni detronizzati del Benfica e il successivo 5-2 allo Sporting. In quel Primo Maggio del 2011 di cui oggi l’Italia del futsal celebra una storica e gloriosa ricorrenza.


IL RICORDO DELLO SPECIAL ONE - “Siamo andati a giocare le finali - commenta Fulvio Colini - consapevoli di dover affrontare subito una battaglia, ma anche del fatto che di battaglie ne avevamo giocate tante, e contro il Benfica, nella semifinale, abbiamo veramente fatto la partita perfetta. E’ stato un cammino a braccio, senza una programmazione particolare che ha portato il Montesilvano sul tetto d’Europa”. 


Altri tempi. Che Fulvio Colini, però, sogna di ripetere con l’Italservice Pesaro. Magari la prossima stagione dopo l’eliminazione patita per mano dell’ACCS a gennaio.


“Adesso le squadre più ricche d’Europa sono distanti dal futsal italiano, ma arrivare in Final Four credo che sia una cosa percorribile”. 


I ricordi di Colini si mescolano con i sentimenti. Uno in maniera speciale, per quel trionfo consegnato alla storia dello sport italiano, che solo Calcio a 5 Anteprima visse dal vivo, nel centro dell’Asia.


“La vittoria la dedico a Rogerio, non ha giocato quella finale perchè era entrato in campo per difendere un compagno nel girone giocato in Russia, poi fu ammonito nella semifinale contro il Benfica e fu costretto a saltare la finale contro lo Sporting. Cos’era quel Montesilvano? Una banda di giocatori esperti con una difesa perfetta, e tanti giovani, all'epoca, che ancora oggi sono tra i migliori del nostro futsal. Ma voglio sottolineare la collaborazione di Antonio Ricci (in quegli anni allenatore dell’Under 21 pescarese, n.d.c.) per la coesione del gruppo e per mixare giovani e ‘anziani’: un compito svolto in maniera perfetta”.