24/04/2025 12:30
In attesa che il “giallo” sulle modalità di svolgimento della gara di andata del primo turno dei playoff con il Cures arrivi a una soluzione (si attendono comunicazioni ufficiali in merito alla possibilità di giocare al PalaBeethoven, considerando che la gara è stata spostata d’ufficio a domenica 27 alle ore 16), il Quartu prosegue nel lavoro di rifinitura per l’atteso debutto nel "secondo campionato". E mai definizione, alla luce delle parole del presidente Righetto, è stata azzeccata.
- Andrea Cau, il Quartu è pronto a dire la sua nella corsa all'A2?
“Certamente si. Siamo tutti pronti per questa corsa all’A2, dal presidente alla dirigenza, allo staff e ai giocatori. Siamo tutti consapevoli del nostro potenziale e di quello che possiamo riuscire a fare e a ottenere”.
Fu proprio Cau a griffare il successo sullo United Pomezia che ha certificato la qualificazione del Quarti ai playoff. Sono passate tre settimane da quell'ultima gara di "regular season", troppo tempo in un momento topico della stagione.
- Andrea, quanto è stato complicato affrontare questo periodo di sosta forzato? A livello di energie vi ha penalizzato o vi ha permesso di trovare nuove motivazioni per affrontare i playoff?
“Ci serviva un periodo di sosta, viste le ultime partite giocate nel girone di ritorno. Ci siamo riposati un paio di giorni, ma poi ci siamo messi subito a lavorare durante queste settimane, fisicamente e mentalmente, per arrivare pronti a questi playoff”.
- Affrontate il Cures che non avete battuto nei due precedenti di campionato. Al di là di tutto, la prima partita dei playoff, che può indirizzare tutta la post-season anche sul piano delle motivazioni, come dovrà essere approcciata e poi gestita sul rettangolo di gioco, considerando anche che ci sarà un ritorno da disputare nel Lazio?
“Le partite dei playoff hanno sempre una storia a se. Come detto in precedenza è un ‘secondo campionato’, dobbiamo essere pronti e carichi per tutte le partite. Intanto pensiamo prima all’andata in casa, e poi al ritorno, ma sinceramente non c’è tutta questa diversità. L’importante è giocarle con la mentalità e lo spirito giusto: è sopratutto in questi fattori i dettagli fanno la differenza.. Noi ci arriviamo belli carichi, al completo, tutti uniti per il nostro obiettivo”.