breaking news
  • 01/07/2022 08:05 #A2, Aquile Molfetta: ufficializzato il nuovo allenatore, è Giampiero Recchia

20/03/2022 11:45

La Domus in A2, felicità Gulizia: ''Tutto s'è incastrato alla perfezione: un gran lavoro di squadra"

La quint'essenza della felicità impersona Marco Gulizia. Il patron della Domus Bresso, colui che più di tutti ha sognato che potesse arrivare un giorno come quello del 19 marzo, ancora fa difficoltà a metabolizzare quello che ha provato a Nizza nel momento in cui gli arbitri hanno emesso il triplice fischio sancendo la vittoria bressese per 3-2 e la storica, meritatissima promozione della Domus in A2.


“E’ vero, il giorno dopo l’emozione è ancora forte, ma la consapevolezza di aver fatto qualcosa di storico inizia, seppur lentamente, a prendere forma”. 


La Domus Bresso ha vinto il girone A di Serie B ed è promossa con quattro giornate d’anticipo nella seconda divisione nazionale. E il patron bressese, seppur con il cuore a mille e le palpitazioni ancora forti, prova a riordinare le idee.


“È un successo nato nel corso della stagione, al quale abbiamo iniziato a credere fortemente dopo la vittoria con la Mediterranea a inizio anno, la prima dopo il grave infortunio di Matteo Di Biasi avvenuto proprio contro il Fucsia Nizza nella gara d’andata. Ci siamo dovuti ricompattare perché avevamo perso un pivot da 35-40 gol, mica briciole”. 


L’analisi è lunga e tocca tutti gli aspetti.


“Mister Santini è stato fantastico, così come il suo staff con una menzione particolare a Denis Nivuori, che ha saputo dare una brillantezza fisica alla squadra come raramente ho visto in Domus. Maria Pagliarulo ha tenuto alla frusta i portieri e i risultati si sono visti così come l’apporto di Otelli è stato importante”. 


Poi il focus si sposta sui tre innesti decisivi arrivati dal mercato estivo.


“Totò Paviglianiti è stato una grandissima sorpresa ed è stato determinante con tante partite dove ha fatto parate decisive in momenti delicati delle gare. Lucas Moya era ciò che ci mancava in difesa. È stato bravissimo Matteo Dei Cas, il nostro nuovo direttore sportivo, a prenderlo e a farci credere in lui. E poi Taro Morimoto. Ogni tanto un po’ di fortuna capita anche a noi. Un giocatore unico”.  


Il gruppo ha saputo integrare al meglio tutti i volti nuovi, grazie a uno spogliatoio compatto guidato dai senatori Surace e Cristian Battaia.


“Peppe e Cristian avevano il fuoco della vittoria che gli ardeva dentro e insieme a Rosa, Sasso, Di Biasi, Marrone, Previtera e Ferrari rappresentavano, e sono, lo zoccolo duro dello spogliatoio. Tutti avevano voglia di dimostrare che il lavoro iniziato tre anni fa andava portato a termine con qualcosa di speciale. L’obiettivo iniziale erano le Final Eight, ci siamo arrivati, ma la vittoria del campionato è assolutamente qualcosa di speciale”. 


Passando al lato extra campo, Gulizia dispensa elogi a tutti.


“In primis Enzo Savarese, un dirigente straordinario che merita, per il modo in cui ha lavorato per la società, questa promozione. Me lo ha detto sempre che bisognava puntare in alto e aveva ragione. Poi Rosario D’Onofrio. Il suo arrivo nel 2019 ha cambiato la dimensione della Domus, andandosi a inserire e a far evolvere l’idea che avevamo avuto l’anno prima con Pietro Mazzara, di dare un taglio al passato, guardando a qualcosa di più professionale visto che negli anni addiettro, nonostante tanti soldi spesi e fior di giocatori, non avevamo centrato l’obiettivo playoff. E poi Matteo Dei Cas, che ha dimostrato di essere un ds capace, che ha saputo prendersi delle responsabilità nei momenti cruciali fuori dal campo. E sono felice anche per Gianni Celi. Anche lui se lo merita un doveroso encomio”. 


Infine un ringraziamento a chi ha contribuito, negli anni, a far sì che la Domus Bresso oggi sia una società nuova.


“Andy Dragone e Fabio Zamburlin mi sono rimasti nel cuore. Uomini straordinari e grandi giocatori. Fuori dal campo, a inizio stagione, abbiamo perso Pietro Mazzara che ha giustamente colto la chance di raccontare il futsal su Sky, ma che è sempre stato presente. E anche Christian Maccarone, che ha guardato con affetto la squadra anche se ha scelto di lasciarla per ragioni personali e familiari”.


L’A2 della Domus è anche un po’ loro…