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31/03/2021 20:45

Retrocessioni e promozioni, come livellare i meccanismi? Niente playout, solo le ultime declassate?

Nell’ultimo Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5, com’era logico prevedere, gli argomenti che hanno tenuto banco erano quelli mirati sull’organizzazione degli eventi di fine stagione ma anche sull’ottimizzazione delle formule che andranno a regolare i meccanismi tra le varie categorie. Dunque, gli interscambi tra promosse e retrocesse, ma non solo tra le serie nazionali nel contesto dell’attività ufficiale di piazzale Flaminio, bensì anche quelli che interesseranno i passaggi dalla B alla C1 e viceversa; questo soprattutto alla luce delle novità intervenute sin dall’inizio del mese di marzo, con il riconoscimento del “preminente interesse nazionale” da parte del CONI anche dei campionati di vertice regionali di calcio a cinque, maschili e femminili, e la rimodulazione dei format sulla base del deciso ridimensionamento registrato nei numeri dei club hanno optato per la ripresa dell’attività.


La questione, a un mese scarso dalla fine della stagione regolare dei campionati nazionali, è sotto la lente d’ingrandimento del presidente Luca Bergamini, chiamato a verificare, nel momento topico dell’annualità sportiva, le sincronie che torneranno necessarie per le determinazioni organizzative della prossima stagione. Ed ora che si conoscono i numeri, più o meno definitivi, del movimento dal “basso” (otto le promozioni previste nei sei campionati di Serie C1 che partiranno già dalla fine della prossima settimana, con una eventuale nona in sospeso, e ci riferiamo nello specifico alla Puglia, in attesa di deroga), si può cercare di capire cosa potrebbe accadere a livello regolamentare laddove, alla luce di quanto detto poc’anzi, riteniamo sia opportuno introdurre delle sostanziali modifiche a quanto disposto dai comunicati numero 25 e 26 relativamente ai campionati di Serie B maschile e A2 femminile.


QUALI I NUOVI SCENARI? - E’ tacito che quanto già disposto attraverso i comunicati di inizio stagione avrà efficacia, e stiamo parlando ovviamente dei campionati di Serie A e A2 maschile e Serie A femminile. Le novità potrebbero venire fuori, appunto, per Serie B maschile e A2 femminile, i quali risentiranno chiaramente delle nuove condizioni di svolgimento dei campionati regionali, che anziché ventisei promozioni (le ventuno dirette che erano previste dagli altrettanti gironi territoriali, più la vincitrice della Coppa Italia di Serie C oltre alle quattro vincitrici dei playoff) porteranno, come detto, il numero a sole otto (forse nove) unità, in campo maschile; e altrettante quelle previste in campo femminile, dove sono state sette le regioni a comunicare il minimo di cinque formazioni disposte a ripartire, con Lombardia e Veneto che dovrebbero unire le forze e presentarsi al via con un girone congiunto (tra le partecipanti potrebbe esserci anche il Chievo in versione rosa).


Come risolvere il problema della disparità tra retrocessioni e promozioni almeno tra B e C1 maschile? Inevitabile la riformulazione dei meccanismi che regoleranno le retrocessioni dal nazionale. A nostro modo di vedere, sarà plausibile determinare la discesa nei regionali solamente dell’ultima classificata di ciascun girone cancellando i playout. Questo significherebbe una sostanziale equilibratura in termini numerici tra retrocesse e promosse, con le sentenze che interesserebbero già squadre pressochè condannate oltre alle tre (Antonio Padovani, Bisceglie e Real Augusta) che hanno rinunciato nel corso della stagione e sono state declassate all’ultimo posto nei gironi E, G e H. 


L’alternativa potrebbe essere la disputa dei playout così come previsto (anche da un punto di vista regolamentare) per il campionato di Serie A2 femminile, tenendo però sempre conto che in tre gironi le sentenze sono già arrivate anzitempo e da un punto di vista principalmente morale non è accettabile che lo spareggio non si giochi, mentre in altri cinque possa invece essere decisivo per la salvezza. Insomma, bisogna trovare la sintesi delle varie necessità senza penalizzare chi è ancora in corsa per la permanenza anche passando (in virtù del regolamento al momento in vigore) per i playout, come nel caso della Virtus Fondi nel girone F o dello stesso Bagnolo nel girone C, che devono recuperare diverse partite e potrebbero comunque rientrare in gioco nei rispettivi gruppi.


Soluzioni diverse francamente non ne vediamo e nella logica di livellare i numeri di chi scenderà e di chi salirà, crediamo che si finirà per tener conto di queste due opportunità. Fermo restando che, in se4conda battuta, verrà data la possibilità di chiedere il ripescaggio a chi dovesse retrocedere, o presentare domanda di ammissione ai club firmatari della ripartenza della C1: se servirà raggiungere certi numeri, i modi per farlo nel rispetto delle norme non mancheranno. Con una richiesta, che parte da queste colonne, ben precisa: quella di iniziare seriamente a lavorare per una radicale ristrutturazione dei campionati nazionali nell’ottica dello sbarco in FIGC annunciato dallo stesso presidente Gravina, che per quanto ci riguarda non è rimasta affatto un’idea pre-elettorale, ma un obiettivo assolutamente da perseguire per instradare al futsal italiano su nuovi percorsi, in un contesto di autodeterminazione oggi possibile al di fuori della Lega Nazionale Dilettanti.