09/04/2025 17:22
Sara Galhardo, nata nel 2004, è una dei giovani prospetti che si è messa in luce nelle nazionali giovanili lusitane e in Prima Divisione. La sua carriera, iniziata nelle giovanili dello Sporting CP, l'ha portata a giocare al Quinta dos Lombos mentre, in questa stagione, è tornata in uno dei club più prestigiosi del Portogallo. Mancina naturale, difensore di professione, Sara ha già dimostrato molto, ma ha ancora tutta la sua carriera davanti.
- Sara, come ti descriveresti come giocatrice? In particolare, come difensore?
"Mi considero una giocatrice capace di leggere il gioco in anticipo. Sono mancina e, come centrale o laterale, cerco sempre di essere attenta nelle marcature e nell'interrompere le azioni delle avversarie. Penso che il mio punto di forza sia quello di anticipare le giocate e riuscire a fermare le azioni prima che diventino pericolose. Mi piace essere al centro dell'azione difensiva e dare sicurezza alla squadra”.
- Essendo di Lisbona, quanto è significativo per te indossare la maglia dello Sporting?
"Indossare la maglia dello Sporting ha sempre un valore speciale per me. Essendo nata a Lisbona, il club ha un significato molto forte nella mia vita e nel mio percorso come giocatrice. Quando ero piccola, guardavo lo Sporting e sognavo di poter giocare in questa squadra. Mi sento molto orgogliosa di far parte di questo club storico. Ogni volta che entro in campo con questa maglia, rafforzo il mio senso di appartenenza e di responsabilità verso il club che mi ha formata”.
- Il tuo nome è sempre presente nelle selezioni giovanili del Portogallo, cosa significa per te rappresentare la Nazionale e guadagnare esperienza a livello internazionale?
"Giocare per la Nazionale del Portogallo è un onore enorme. Ogni volta che indosso la maglia della selezione, mi sento responsabile di rappresentare il mio Paese nel miglior modo possibile. Le esperienze internazionali sono fondamentali per crescere come giocatrice. Ogni partita, ogni allenamento con la Nazionale, è un’opportunità di apprendimento che mi permette di migliorare costantemente e di mettermi alla prova a livelli più alti”.
- Nel futsal maschile, hai un modello da seguire? E all’interno dello Sporting o della Nazionale, c'è una figura che ti ispira particolarmente?
"Nel futsal maschile, il mio modello è senza dubbio João Matos. È un giocatore che ammiro moltissimo per la sua leadership, per la sua capacità difensiva e per la sua esperienza. Quando guardo le sue partite, cerco di imparare da lui, sia dal punto di vista tecnico che per il modo in cui gestisce i momenti della partita. All’interno dello Sporting e della Nazionale, lui è una grande fonte di ispirazione per me”.
- Pensando al futuro, pensi che sia arrivato il momento di fare nuove esperienze fuori dal Portogallo?
"Si, penso che possa essere il momento giusto per crescere anche al di fuori del Portogallo. La mia esperienza nel campionato portoghese è stata molto importante per il mio sviluppo, ma so che un'esperienza internazionale può aggiungere molto alla mia evoluzione. Confrontarmi con altri campionati e culture del futsal sarebbe un modo per arricchirmi come giocatrice e affrontare nuove sfide. Molti giocatori e giocatrici che sono andati in Spagna o in Italia, quando tornano, hanno un bagaglio di esperienza triplicato. Questi campionati sono molto competitivi e possono insegnare molto a livello di alto rendimento. Se dovesse emergere l'opportunità di giocare in altri campionati importanti, come in Spagna o in Italia, sono totalmente pronta ad abbracciarla”.
- Sara, quale sarà il prossimo capitolo della tua carriera?
"Il mio principale obiettivo è continuare a migliorare ogni giorno, sia a livello individuale che di squadra. Voglio continuare a competere forte e, naturalmente, crescere come leader in campo, cercare nuove sfide, alzare l’asticella della competizione. Come ho già detto, se dovesse presentarsi l'opportunità di giocare all'estero, sono pronta ad accettare questa stimolante sfida”.