03/09/2023 00:45
E’ il volto relativamente nuovo del futsal italiano. Perchè Simona Marinelli, pur non avendo mai avuto finora ruoli specifici nell’assetto dirigenziale, è stata sempre la spalla di Lorenzo Pizza, patron dell’Italservice, non solo nella vita privata ma adesso anche in ambito societario visto che ha preso in mano le redini del club rossiniano voluta in quel ruolo proprio dal marito e col beneplacito dell’intero direttivo. E proprio mentre la squadra pesarese era in campo per il primo test della nuova stagione con il Cesena, ne abbiamo approfittato per intavolare una piacevole chiacchierata con la numero uno, parlando a tutto tondo dell’Italservice e di un ruolo che Simona ha approcciato con tutte le migliori intenzioni.
- Intanto bisogna riconoscere che a Pesaro tira un’aria totalmente diversa rispetto a quella che si è respirata nelle ultime due stagioni, almeno da quando è stata introdotta la riforma. Quali sono stati i fattori che hanno permesso di rialimentare l’entusiasmo dei tempi migliori?
“Il motore di tutto, come ripeto da sempre, è Lorenzo e la sua passione: è sempre lui che ci trascina tutti. L'anno scorso è stato un anno duro, il più difficile, mai avremmo pensato di giocarci un playout, ma fa parte dello sport e soprattutto, come ha detto Lorenzo, a volte bisogna toccare il fondo per risalire, le esperienze belle o brutte insegnano e specialmente quelle difficili ti danno la spinta per risalire. Siamo appassionati di questo sport e Lorenzo non molla mai, i cambiamenti a volte spaventano ma spesso servono, per cui occorre dare linfa nuova con nuovi giocatori e nuove sfide. E noi siamo pronti”.
- Sul piano della programmazione quanto ha pesato nell’ultimo biennio l’impatto della riforma? Qual è la posizione della società oggi?
“La riforma a noi forse ha penalizzato più di tutti visto la rosa di giocatori che avevamo. L’anno scorso eravamo obiettivamente spaesati e ci abbiamo messo un po' a metabolizzarla, ma ora appoggiamo la linea del presidente Bergamini perché una volta intrapresa una strada, è giusto proseguirla”.
- Da Colìni a Scarpitti. Da un tecnico che ha vinto tutto a un tecnico che l’anno scorso ha cominciato a vincere. I presupposti da questo punto di vista sono incoraggianti. Concordi?
“Assolutamente si. Ringraziamo Colìni per tutti i successi che ci ha fatto conseguire, sono stati anni vittoriosi e positivi insieme a lui, una persona che era diventata per noi uno di famiglia. Ora abbiamo fiducia in Scarpitti, entusiasti e molto felici di iniziare questo nuovo percorso con lui: è un tecnico serio, preparato e che insieme a Nicola Munzi ha costruito una buona squadra, su cui contiamo tanto. Penso che sia stata la scelta migliore che potessimo fare”.
- Ti sei presentata alla presidenza firmando l’operazione Miguelin. Motivo di soddisfazione ma anche la conferma della rinnovata volontà dei vertici del club di tornare a recitare un ruolo primario nella Serie A?
“Averlo qui a Pesaro è un sogno. Uno dei giocatori più forti della storia del futsal… ricordo quando venne qua insieme a ElPozo nel 2018, e ora, averlo nella nostra squadra, è motivo di grande orgoglio. Anche l’operazione Miguelin è partita da Lorenzo e dal suo entusiasmo. Quando è balenata questa ipotesi ho visto gli occhi di mio marito brillare di pura emozione. Con Miguelin in squadra cercheremo di fare del nostro meglio e di dare fastidio alle big di questo campionato, con umiltà e lavorando con serietà e costanza. Che mi sia permesso di fare i complimenti al direttore Nicola Munzi per l'ottimo lavoro svolto nella conduzione della trattativa”.
- A proposito di Serie A, che idea ti sei fatta delle altre squadre ora che il mercato estivo è di fatto concluso? Ti senti di poter posizionare l’Italservice in una ipotetica griglia che tenga conto dei valori delle protagoniste del prossimo campionato?
“Ci sono squadre molto forti che hanno costruito dei roster per vincere: L84, Pomezia, Genzano, Olimpus e a mio avviso anche Napoli, perché conoscendo Colìni saprà fare sicuramente bene anche lì, oltretutto ritrovando due suoi giocatori di fiducia come Borruto e Salas. Noi cercheremo di qualificarci magari nelle prime otto: sarebbe un bel risultato, ma ripeto un passo alla volta, come mi ha detto Miguelin. Ora pensiamo alla Supercoppa e poi via via al resto. Ripeto: umiltà e serietà, e tanto lavoro, queste sono le cose che contano”.
- Infine Simona Marinelli, ossia una donna che è una grande appassionata di futsal, alla presidenza del club più blasonato attualmente in attività in Italia. Che significa per te e che cosa può rappresentare per tutte quelle dirigenti che vivono dal dentro questa disciplina?
“La presidenza la vivo con grande piacere, per me è un onore che mio marito abbia avuto la fiducia di concedere a me tale incarico. Come dico sempre, e lo ribadisco, io sono il suo prolungamento, ma fondamentalmente su tutti resta sempre lui, è il motore di tutto. E’ lui quello che ha creato questa realtà e che ha trasmesso a me questa grande passione. Ritengo questo sport davvero bello, coinvolgente, ma ripeto il merito è suo che ha saputo coinvolgermi in questa avventura e ha saputo trasmettermi questa passione. Spero di ricoprire questo ruolo nella maniera migliore: questa è una società importante, è stata sempre e sarà sempre una società rispettabile e vincente. Con Lorenzo abbiamo fatto bellissime cose, speriamo di farne ancora tante sempre, con umiltà e serietà. Ma ripeto - torna a sottolineare Simona Marinelli - i meriti sono i suoi, io cercherò di ricoprire questo ruolo nel modo migliore, affinché lui sia orgoglioso di me e questa creatura che è l’Italservice possa sempre portare alto il nome di Lorenzo. Il mio sogno? So che è difficile ma vorrei davvero che il futsal, possa avere la considerazione che merita a livello nazionale e nell’ambito della nostra città, dove purtroppo non nascondo che non è mai stato facile affermarsi visto che Pesaro è una città di basket. Quindi mi piacerebbe che i pesaresi apprezzassero di più il futsal e chissà che la figura di una donna al vertice possa fungere da apripista per altre appassionate dello sport. L’auspicio è che il futsal possa diventare una disciplina sportiva più considerata a livello locale e nazionale, perchè è uno sport bello, dinamico e coinvolgente. Chi lo scopre non se ne pente, anzi - conclude Simona - troverà tanti aspetti positivi”.