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21/06/2024 12:15

Thalita Ziero, una stagione vissuta da grande capitano del CMB: cosa ci sarà per lei all’orizzonte?

Una stagione vissuta a vele spiegate, con fierezza, domando la corrente nei momenti complicati (pochi) e cavalcando ogni onda in quelli belli (tanti). Thalita Ziero, capitano e leader del CMB, come un faro ha guidato e illuminato la strada delle sue compagne, trascinando la squadra materana fino alla promozione in A. Dimostrando, ancora una volta, tutte le sue grandi doti di giocatrice e atleta. Professionalità e umanità: il cuore pulsante dello spogliatoio, quello capace di risollevare gli animi dopo la sconfitta in finale di Coppa e caricarli di rinnovato entusiasmo per centrare poi un traguardo più grande.


Quale sarà l’immediato futuro di Ziero? Stando alle indiscrezioni raccolte, nulla è ancora deciso: la brasiliana potrebbe ritrovarsi a difendere ancora i colori del CMB, oppure trovare una nuova sistemazione.


Il talento e la classe di Ziero sono oramai noti: sbocciata in Italia, la giocatrice classe ‘89 si è fatta le ossa in B tra Sardegna e Puglia (diventando bandiera della Salinis fino alla promozione in A), per poi compiere il grande salto nella massima categoria: Grisignano, Cagliari, Kick Off e Irpinia.


Ovunque è andata ha lasciato il segno, Thalita: un marchio indelebile nel cuore di tifosi e addetti ai lavori. A renderla ancora più preziosa, il ruolo che ricopre: centrale/laterale, ruolo che in Italia ha pochissime interpreti e che farebbe gola a tutti…


Nel corso di questa ultima stagione, nella serie cadetta ha provato di essere una giocatrice fuori categoria. Ora non avrebbe certo paura di abbracciare un nuovo progetto in B, ma la Serie A è innegabilmente la dimensione ideale, la sua casa.


Spostando l’orizzonte più in là, nel cassetto un sogno spicca su tutti: quello di allenare… Ma è un obiettivo ancora lontano, un cassetto ancora chiuso: Thalita Ziero si sente più giovane e in forma che mai, con tanta voglia di vivere nuove emozioni sul parquet. Di darne e riceverne.






Foto: Marinella Pandolfi