28/12/2023 19:22
Marco Vacca, uno dei dirigenti storici del movimento del futsal sardo, ha sempre dimostrato di essere non solo un esponente di settore competente e preparato, ma anche un attento osservatore della materia-futsal, di cui praticamente conosce vita, morte e miracoli per i tanti anni di attività trascorsi sia in campo nazionale (il suo Cagliari è arrivato a giocare anche in Serie A) che regionale. Le sue analisi, insomma, sono motivo di riflessione sia da parte di chi gestisce il movimento che di chi il movimento lo crea sul campo: parole comunque sempre misurate, per parlare dei risultati ottenuti sul campo ma anche per esprimere il proprio punto di vista su un argomento non proprio comodo come la Riforma Bergamini.
Intanto, il presidente del Sardinia Futsal traccia un bilancio su questa prima parte di stagione.
“Siamo partiti ovviamente per far meglio del campionato precedente, chiuso con una salvezza arrivata nell’ultima giornata. Abbiamo cercato di rinforzare la rosa, non solo sotto l’aspetto tecnico ma soprattutto numerico, cercando gli atleti sul nostro territorio, operazione tutt’altro che semplice per una serie di motivi, soprattutto perché ritrovarsi in una città medio-piccola come lo è Cagliari, con 9 squadre impegnate nei campionati nazionali (otto in Serie B, la nona è l’Alghero ma in questa situazione non la consideriamo in quanto distante oltre 200 Km da Cagliari), una in A2 ed una in A2 Elite, oltre le squadre della provincia impegnate nel campionato di Serie C, si può ben capire che definire accordi in un mercato con pochi giocatori disponibili e con un numero esagerato di società che operano sullo stesso territorio e che, a loro volta, hanno necessità di incrementare numericamente i loro roster, non è complicato ma quasi impossibile, tanto che ci ritroviamo tutti con lo stesso problema, ossia rose cortissime. Situazione che ha reso complicato per tutte le società del Cagliaritano riuscire a completare le proprie squadre. C’è da aggiungere - evidenzia Vacca - che ormai è da anni che i campionati Under non sfornano più giocatori capaci di poter giocare in campionati, non solo di Serie B, ma neanche di C2, se non in rari casi. Ormai è diventato difficile anche formare squadre per partecipare ai vari campionati Under, dopo la pandemia i giovani hanno perso il piacere di fare attività fisica e si sono rifugiati sui social, o comunque rimbecilliti sugli smartphone, sui quali passano tutto il loro tempo libero. Dal canto nostro abbiamo avuto un buon inizio di campionato; poi, come era prevedibile, con i primi infortuni, siamo calati di rendimento e la classifica ne ha risentito. Sabato scorso, nel derby giocato contro l’Alghero siamo scesi in campo senza tre giocatori da quintetto, tra i quali l’unico straniero, il pivot Bringas e dopo appena cinque minuti abbiamo perso anche il nostro centrale difensivo Mattia Loddo, per un brutto trauma al ginocchio, che ci auguriamo possa essere una lesione risolvibile con cure non invasive: siamo in attesa del responso radiologico per avere un quadro clinico preciso. Cercheremo, durante questa finestra invernale, di intervenire sul mercato per irrobustire la rosa, ma come scritto in precedenza, in giro c’è ben poco e nella nostra situazione si trovano un po’ tutte le società di futsal della provincia. Detto ciò - rileva ancora il presidente del Sardinia - l’inizio della stagione ci ha dato l’illusione di poter competere per l’accesso alla fase finale della Coppa Italia: così non sarà, ma non posso dirmi insoddisfatto, anche perché vedo lavorare molto bene tutto il gruppo e sono molto contento di come è organizzato il lavoro dei tecnici: questo mi porta a pensare che centreremo i nostri obiettivi per la stagione 2023/’24”.
Il focus passa poi sulla Riforma Bergamini. Marco Vacca non usa certo il pollice verso ma chiarisce i motivi che secondo lui hanno creato i reali problemi nei quali oggi si barcamena il futsal.
È chiaro che questa riforma ha creato molte difficoltà e nessuno ha avuto forse il tempo di riorganizzarsi, ma è anche vero che le riforme o si ha il coraggio di farle, consapevoli che a breve-medio termine queste saranno dolorose e non porteranno vantaggi immediati, ma occorre essere pronti ad affrontarle per poterne poi cogliere i frutti; e per come siamo messi, se dovessi giudicare da quello che è stato seminato, il raccolto porterà vantaggi tra diversi anni, credo non ne bastino altri quattro se non cinque. Purtroppo - Vacca entra nel merito della questione - l’errore più grave è stato commesso quando irresponsabilmente si è portato da tre a otto gironi il campionato di Serie B , aumentando anche i gironi di A2 , facendo scadere e di molto il livello di questi campionati. E’ pur vero che questa operazione doveva servire a coprire i buchi di bilancio della Divisione che con soli tre gironi di B, due di A2 e uno di A non poteva più reggersi se non aumentando i costi di iscrizione in modo smisurato. A parer mio si sarebbe dovuto intervenire aumentando i campionati dal basso e non di certo dal Nazionale, errore gravissimo e non imputabile certamente a questa governance… il problema nasce dal fatto che la gestione, e quindi gli introiti delle iscrizioni dei campionati regionali, avvantaggiano i Comitati Regionali che poco si curano del futsal, ma concentrano la loro attenzione sul fratello maggiore che crea più benefici… La riforma seria - puntualizza - dovrebbe partire dal controllo di tutti i campionati con la pelota a ‘rimbalzo controllato’, che facciano capo alla Divisione che, a sua volta, dovrebbe creare delle strutture snelle per ogni Regione che si riferiscano unicamente alla Divisione centrale: solo così possiamo creare quella omogeneità, obbligatoria in ogni disciplina. Pensate che ancora oggi in alcune regioni in Serie C si gioca con il tempo effettivo ed in altre sono gli arbitri a gestire il tempo, in alcuni casi è possibile giocare all’aperto, sul sintetico, e in altre per la stessa categoria è obbligatorio giocare in strutture chiuse. Non entro nel discorso impianti e dimensioni dei campi in quanto dovrei aprire un capitolo parecchio doloroso. È chiaro che sarebbe sbagliato tirare le somme di questa riforma oggi, i tempi non sono maturi per poterne valutare gli effetti, ma occorrerebbe ricordarsi dove eravamo e cosa ci era stato lasciato in dote per capire quanto lavoro c’era da fare e quanto ce ne sarà. Forse - conclude Vacca - occorreva avere un pò di coraggio in più per coinvolgere la base, in questo mi sento di dire che non sono soddisfatto: conoscevo molti più colleghi presidenti, quando eravamo meno della meta di oggi, che ora che siamo quadruplicati”.