06/02/2023 10:27
La disputa della ventunesima giornata ha segnato lo scollinamento del campionato di Serie A2 verso l’ultimo terzo di stagione. Nove, infatti, sono i turni rimasti da giocare ma già adesso si possono iniziare a fare le prime proiezioni in merito a quello che accadrà al risuono del gong il prossimo 15 aprile. La Serie A2, come tutti ormai sapranno, si appresta a vivere una scissione epocale, con la creazione della Serie A2 Elite che, nelle intenzioni istituzionali, deve rappresentare quella categoria intermedia chiamata a fare da cuscinetto nel passaggio tra l’A2 e la B.
Una scelta, come abbiamo già avuto modo di sostenere, solo in parte condivisibile. L’effetto della riforma si è già riverberato sulla qualità delle rose di quasi tutte le società di Serie A, favorendo in effetti solo quei club capaci di mettere sul tavolo budget in grado di sostenere ingaggi più impegnativi per utilizzare le prestazioni dei giocatori formati di maggiori capacità. La migrazione ha prodotto un effetto a cascata che ha progressivamente limitato le scelte delle società di seconda e terza divisione: con un minor apporto di giocatori “non formati”, sarebbe stato più opportuno intervenire in basso, cioè prevedendo l’eventuale istituzione di una serie che avesse fatto da ponte tra i campionati regionali a quelli nazionali, laddove ossia si vengono a creare tutte quelle difficoltà, tanto di risorse ma anche di carattere infrastrutturale e impiantistico, che hanno bisogno di essere gestite normativamente affinché le società neofite del nazionale possano giovare di reali vantaggi per approcciare con minor preoccupazione alla cadetteria.
L’A2 Elite sarebbe stata opportuna nel momento in cui la Serie A non fosse stata toccata dalla riforma. Aver deciso di uniformare tanto le regole del gioco quanto quelle della partecipazione al gioco dei calciatori, non ha certo livellato la sostanziale differenza di budget esistente tra i club della massima divisione e quelli dell’attuale A2, che si tradurrà nella possibilità di ingaggiare un’atleta piuttosto di un altro e di fatto produrre lo stacco di competitività che la classifica della Serie A attuale, guardando le ultime posizioni, testimonia in maniera molto evidente.
Tuttavia le intenzioni di questo servizio sono quelle di ricordare i meccanismi che porteranno all’istituzione dell’A2 Elite, con riferimenti più o meno conclamati nei tre gironi di A2 ma senza dimenticare anche quelli che saranno gli effetti delle rinunce che hanno tagliato di tre unità l’organico della categoria.
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LE PROMOZIONI DIRETTE IN SERIE A - Saranno tre e spetteranno alle società che vinceranno i rispettivi gironi. Oggi possiamo dire con ragionevole certezza che sarà una questione a due tra Olimpia Verona e Sampdoria nel girone A, Genzano e Lido di Ostia nel girone B, Sporting Sala Consilina e Pirossigeno Cosenza nel girone C. Nei raggruppamenti del Nord e del Sud le classifiche dicono che Olimpia e Sporting godono di un ragguardevole margine di vantaggio sulle seconde (+7 punti per entrambe); in quello centrale, il Lido deve recuperare quattro lunghezze di ritardo dalla capolista, puntando sullo scontro diretto casalingo del 4 marzo per azzerare sostanzialmente il gap.
La quarta promozione sarà il frutto della lunga parentesi dei playoff che impegneranno 16 squadre, ossia le seconde, terze, quarte, quinte e seste classificate di ciascun girone oltre la miglior settima: il posizionamento nella griglia del primo turno verrà effettuato in base al calcolo della media dei punti ottenuti in relazione alle gare giocate nel rispetto dei rispettivi piazzamenti. Tutti i turni si giocheranno in gare di andata e ritorno, solo la finale del 3 giugno è prevista in gara unica e sede verosimilmente neutra.
LE AMMISSIONI IN A2 ELITE - Riguarderanno intanto le 15 squadre partecipanti ai playoff oltre le 4 che retrocederanno dalla Serie A. Le restanti 9 (sono previsti due gironi da 14 squadre ciascuno) usciranno dai playoff ai quali saranno chiamate a prendere parte le due peggiori formazioni settime classificate al termine della stagione regolare fino alla miglior undicesima, per un totale di 12 unità: “saliranno” le vincenti delle sei gare del primo turno più quelle delle tre gare del secondo turno.
Per la determinazione delle posizioni ci si atterrà sempre alle Disposizioni Generali, con il calcolo della media punti vista l’eterogenità delle partite utili giocate nei singoli gironi. In base a quanto riportato nel comunicato ufficiale n.54, riguarderebbe appunto solo le squadre giunte alla stessa posizione di classifica, tanto per la promozione in Serie A che per l’ammissione in Elite, il che va in maniera del tutto opposta ai criteri utilizzati per la definizione delle classifiche di merito antecedenti i sorteggi della Coppa Italia di Serie A2. Insomma, utilizzare due modi diversi di regolamentazione può finire che crei qualche ragionevole dubbio di interpretazione.
LA NUOVA SERIE A2 E LA QUESTIONE RETROCESSIONI - Quante saranno le squadre che avranno il diritto a iscriversi alla “nuova” Serie A2? Intanto le tre perdenti il secondo turno dei playoff per l’accesso all’Elite. Poi, come recita il comunicato n.1, “…le 14 società classificatesi dalla seconda miglior 11ª alle società classificatesi al 15° posto al termine della stagione regolare”. Questo perchè al momento della pubblicazione del comunicato n.1 nessuno avrebbe potuto prevedere che tre società (la Damiani&Gatti, il Catanzaro e l’AP), seppure in tempi diversi, avrebbero rinunciato al campionato.
E’ il successivo punto “Retrocessioni al Campionato Nazionale di Serie B” che chiarisce in parte la questione asserendo che scenderanno nei cadetti “le tre società classificatesi all’ultimo posto del campionato di Serie A2 al termine della stagione sportiva 2022/2023”. Ossia all’ultimo posto reale, che cioè non tiene conto delle tre società che hanno rinunciato e per le quali è già intervenuta la “cancellazione” dalla scena nazionale. A meno che, come accaduto nella passata stagione, il Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5 decida di considerare le tre rinunciatarie come quelle retrocesse, forzando le NOIF e salvando quelle che sono attualmente le squadre ultime in classifica ma solo nei gironi B e C, perchè nell’A non sono intervenute variazioni sulla composizione numerica. La nostra interpretazione è che alla fine della stagione regolare retrocederanno sul campo le ultime classificate sul campo dei tre gironi.
Quindi, riprendendo il discorso, alle tre perdenti del secondo turno dei playoff per l’Elite andranno sommate le due migliori undicesime classificate, quelle dal 12° al 15° posto nel girone A, quelle al 12° e 13° posto nel girone B e quelle dal 12° al 14° posto nel girone C, ossia 11 squadre per un totale parziale di 14 unità. Siccome i gironi di A2 nella stagione 2023/2024 saranno 4 da 12 squadre ciascuno, i posti da occupare per completare l’organico saranno ben 34 e non 31 come citava il comunicato n.1. Dalla Serie B saliranno direttamente le prime tre di ogni girone e, a questo punto, diventeranno 10 quelle che passeranno di categoria attraverso i playoff. Ai quali, anziché prender parte 28 società (quelle che si classificheranno dal quarto al sesto posto negli otto gironi più le quattro migliori settime), andrebbero a partecipare anche la quinta, sesta e settima delle otto settime classificate.
Sempre che la Divisione forzi le NOIF e dichiari le tre rinunciatarie in A2 come semplice retrocesse. Oppure modificare il regolamento dei playoff della Serie B istituendo un ulteriore turno al quale prendano parte solo le quarte classificate degli otto gironi cadetti (da far magari incontrare in gare secche, a sorteggio, in sede unica e neutra con promozione delle quattro vincenti?). Visto che il gioco sta iniziando a farsi duro, non sarebbe il caso di stabilirlo una volta per tutte invece di aspettare l’ultimo momento?