28/04/2023 09:00
Bruno Pantaleo, 33 anni, HR presso una società informatica, è sicuramente una delle colonne portanti del Marsala Futsal. Vive il mondo del calcio a 5 da quanto, nel 2012, ha aderito alla fondazione del club lilibetano, attraversando tutta la storia di una società che si preparava a vivere il momento probabilmente più importante del suo percorso sportivo. E se a qualcuno si può dire che è la passione per il futsal fatta persona, parlando di Bruno Pantaleo si ha subito la sensazione di aver colpito nel centro.
“Lo sono come del resto tutti i collaboratori, presidenti e tesserati, dalla Serie D alla Serie A - minimizza subito. - Non mi reputo speciale, ho solo voglia di far bene e ci metto tutto me stesso.
Il Marsala ha raggiunto l’apice a livello regionale vincendo la Coppa Italia di Serie C, risultato che gli ha consentito di accedere alla fase nazionale ed entrare in corsa per la promozione in Serie B. Ma quanto è difficile fare futsal in un territorio complicato ma allo stesso tempo che può offrire tante opportunità sull'aspetto del "materiale"?
“Hai detto bene. Marsala, come del resto la Sicilia, è un posto difficile se vuoi fare sport a certi livelli, la situazione impianti in primis è quella che penalizza tantissimo la normale gestione di una società sportiva. Il materiale che abbiamo a disposizione è principalmente quello che proviene dal calcio a 11, ma i nostri collaboratori negli ultimi due anni hanno fatto miracoli, specialmente dopo il Covid, sono riusciti a ricostituire i gruppi Under 15 e 17 e a portarli a livelli altissimi, disputando campionati di vertice. Volevo ringraziare per questo la partnership con la Scuola Calcio Cantera Pianto Romano, l’ultima riforma del resto, ci costringe ad investire sempre di più nel settore giovanile. Non nascondo che sarebbe fantastico avere un nostro impianto, dove far confluire tutte le attività, dalla prima squadra, all’Under 13, che faremo il prossimo anno, unificare tutte le tattiche, così da agevolare gli atleti nel loro naturale percorso di crescita. Il futuro? Il prossimo anno ci aspettiamo il boom di iscritti”.
- Avevate pianificato la stagione per compiere il grande salto, ma in campionato qualcosa si è inceppato. Quanto ha pesato la gestione delle fatiche supplementari legate alla coppa? Ma anche il fatto di avere in mano un'alternativa concreta al campionato stesso ha fatto spostare le attenzioni più su questa competizione?
“Abbiamo sicuramente commesso degli errori, in totale buona fede, nella fase iniziale, ma con un paio di innesti a dicembre, il reale programma della società si è pian piano concretizzato, la Coppa Italia regionale era uno degli obiettivi e ci siamo riusciti. Se all’inizio della stagione ci avessero detto che saremmo arrivati tra le prime quattro d’Italia, non ci avrei creduto, ma adesso sono consapevole che ce lo siamo meritati”.
- Avevate chiesto di organizzare la Final Four a fronte di un importante sforzo organizzativo ma certi che avreste ottenuto un successone, adesso vi apprestate ad affrontare una trasferta dove l'elemento pubblico rappresenterà sicuramente una grande incognita. Con quale stato d'animo te che ti sei prodigato per vivere questa Final Four al centro dell’attenzione vai a Prato sapendo che esiste il serio rischio di una bassa partecipazione di pubblico?
“Sarebbe stata una grande opportunità per la Sicilia, qui c’è fame di futsal, lo dimostrano i numeri dell’ultima partita organizzata a Catania, dove con un sold-out epocale 3550 spettatori hanno tifato la Nazionale contro la Macedonia del Nord.
Il Marsala Futsal è nato nel 2012, da un gruppo di amici con la passione per il futsal, per me è un motivo di orgoglio vedere questi colori in questa prestigiosa competizione, la nostra idea era quella di dare una dimensione nazionale alla società e all’ambiente, e ci siamo riusciti. L’attenzione è altissima, e anche se non giocheremo in casa, ci seguiranno almeno 50 persone da Marsala, non saremo soli”.
- Semifinale con il Mama San Marzano, sperando in... che cosa?
“Le semifinali sono la parte più difficile delle Final Four, noi ci presentiamo consapevoli delle nostre qualità, del resto i profili che abbiamo nel nostro roster non sono nuovi a questi palcoscenici, Bardan in primis. C’è un fatto importante da considerare, se il Bubi Merano dovesse andare in finale, poiché già vincitrice del campionato di pertinenza, quel posto in Serie B verrebbe assegnato direttamente alla seconda. Ma sono tecnicismi che al momento non devono influenzare il nostro naturale percorso, tenteremo fino alla fine la vittoria diretta della competizione, vogliamo entrare in B dalla porta principale”.
L’ultimo passaggio con Bruno Pantaleo è per i ringraziamenti, tutti speciali.
“Volevo spendere le ultime parole e ringraziare il mio amico Paolo Tumbarello, che non ha mai mollato, è merito suo se il Marsala Futsal è qui. La mia famiglia, in primis mio cugino, nonché dirigente Francesco, che è la mia spalla nel lavoro, come nella vita, anche se da soli due anni nello sport. Spero di poter dedicare questa vittoria a mio padre, maestro di vita, alla mia compagna Zane, con la quale convivo da cinque anni, e a mio figlio, che a breve arriverà”.
E sarebbe davvero il più bel regalo per il lieto evento!