14/03/2025 16:21
Che non ci si venga a dire che Calcio a 5 Anteprima deve star sempre a cercare il pelo nell’uovo per aprire polemiche, perchè quello che stiamo vedendo a margine dell’organizzazione delle Final Four della Coppa Italia di Serie C maschile lascia veramente a desiderare. Sul piano dell’attenzione organizzativa ma anche su quello della stessa organizzazione della competizione che, diciamolo per inciso, rispetto a tutte le altre rassegne che assegneranno le coccarde nazionali della stagione 2024/2025, quella in palio per la Serie C è l’unica, e ribadiamo unica, competizione che mette in palio un titolo sportivo. Perchè per il resto le società che si giocheranno le finali delle coppe Italia di Serie A, A2 Elite, A2, B e Under 19 maschili nella tanto celebrata “settimana marchigiana del futsal”, si sfideranno per mettere sulle scrivanie dei presidenti vincitori un bel… fermacarte.
Veniamo al dunque. L’incomprensibile decisione adottata il 12 febbraio con il comunicato ufficiale n.608 di fissare la data per la disputa della Final Four per il 15 e 16 marzo, ha prodotto una serie di problematiche di cui nessuno a viale Tiziano aveva evidentemente tenuto conto. In primis il fatto che per quella data la totalità dei campionati regionali erano ancora in corso di svolgimento, tanto che al momento di scrivere questo servizio le uniche promozioni sono arrivate dai due gironi della C1 laziale (Ardea e La Pisana), dalle Marche (Fermana) e dal Piemonte (ITAR Fossano), ossia regioni le cui rappresentanti alla fase nazionale della Coppa Italia di Serie C non sono presenti a Porto San Giorgio.
Che cosa ha comportato questo primo dato di fatto nel momento in cui ci si è resi conto della situazione (ampiamente prevedibile)? La pubblicazione in fretta e furia del comunicato ufficiale n.742 per introdurre nel calendario della Final Four la finale per il terzo e quarto posto per il semplice motivo di determinare una graduatoria di merito, non essendo nessuna delle finaliste vincitrici accertate dei rispettivi campionati e, anzi, essendo tutte le finaliste squadre non occupanti le posizioni di vertice delle singole competizioni regionali. Ci domandiamo: che fretta c’era di dover organizzare la Final Four della Coppa Italia di Serie C così presto quando negli anni passati le fasi finali erano state giocate prevalentemente o alla fine di marzo o addirittura in piena primavera, con i campionati regionali per lo più già conclusi e i verdetti definiti?
Questo avrebbe evitato non solo la pubblicazione di un comunicato di correzione al regolamento, ma anche le determinazioni successive legate all’assegnazione della promozione prevista per la Coppa Italia (il posto in Serie B è previsto dal comunicato ufficiale n.1), non necessariamente la vincente, come è successo in passato per Villafontana, Pavia e Mascalucia. Perchè, se chi vincerà la Coppa Italia successivamente vincerà il proprio campionato regionale, svincolerà il titolo acquisito con la vittoria della coppa alla eventuale perdente della finale la quale, qualora a sua volta vincesse il proprio campionato regionale, cederebbe il titolo alla terza classificata e così via. Ma si può?
Sta di fatto, fosse tutto qui il problema. Ma non è così. La disputa in essere dei campionati regionali delle formazioni finaliste di coppa (e ci riferiamo nello specifico ad Abruzzo, Puglia e Veneto) potrebbe comportare una correzione del regolamento dei playoff del torneo al quale prende parte la squadra che vincerà la Coppa Italia di Serie C. Se a vincerla saranno Real Molfetta o Jesolo il problema si risolve di prassi: con una delle due di fatto promossa in Serie B (ma lo Jesolo è in grado di vincere la C1 veneta: al momento è a un solo punto dalla capolista Marco Polo), il posto lasciato libero nella griglia dei playoff regionali verrà assegnato alla formazione sesta classificata tanto nella C1 pugliese che in quella veneta e prenderebbe ovviamente il posto della vincitrice della coppa già promossa in B.
In Toscana il problema non si pone perchè in caso dovesse vincere la Coppa Italia, il San Giovanni (ora terzo) darà strada libera alla seconda (oggi il Cus Pisa) che grazie alla forchetta del distacco di undici punti (la quarta in classifica, la Lucchese, è a -14 dal San Giovanni e a -16 dal Cus Pisa appunto: ma ricordiamo che stasera si gioca la 23esima giornata, allerta meteo permettendo) accederebbe direttamente agli spareggi interregionali. Se il San Giovanni non dovesse vincere la coppa, playoff regionali sicuri con Cus Pisa o Le Crete, che oggi guida la classifica con 54 punti.
Ma il vero problema si verrebbe a creare in Abruzzo, dove la Superaequum è attualmente seconda, staccata di tre punti dalla capolista Sport Center, ma con ben 16 punti di vantaggio sulla terza, margine che considerando la forchetta di otto punti di distacco contemplata dal regolamento, cancella di fatto i playoff regionali. Se la Superaequum non dovesse vincere la Coppa Italia non cambierebbe lo stato delle cose: col secondo posto sono playoff nazionali, magari i subequani possono anche vincere il campionato, salire direttamente in Serie B e relegare agli spareggi delle seconde lo Sport Center.
E se invece la Superaequum vince la Coppa Italia e acquisisce il diritto di iscriversi in Serie B cosa succede in termini di classifica? Come la mettiamo per i playoff regionali? La logica interpretativa direbbe che l’ammissione alla seconda fase dovrebbe riguardare le squadre piazzate dal terzo al sesto posto, rispettando le medesime modalità di svolgimento del tabellone. Ma questo non risulta essere scritto da nessuna parte, per cui qualora si verificasse questa eventualità, andrebbe velocemente riformato il regolamento con una norma “ad hoc”.
Noi diciamo sempre che prevenire è meglio che curare: basterebbe un briciolo di attenzione per evitare problemi che a nostra memoria non sono mai esistiti in questi termini. E domani, alle 14, vedremo inoltre quanto felice è stata la scelta di designare Porto San Giorgio quale sede per lo svolgimento delle finali di Coppa Italia, anche Under 19. Come se non fossero bastati i flop delle precedenti (infelici) occasioni… Ma come si dice: l’assassino torna sempre sul luogo del delitto (due, tre, quattro volte…).