27/05/2026 16:54
La vittoria nella finale regionale giocata a Città di Castello, ha suggellato una stagione andata decisamente oltre quanto auspicato all'inizio del percorso in casa del Fabro Valdichiana. Ma che può dirci il capitano Gianluca Rosi di questo cammino? Quand'è che ci si è iniziati a rendere conto che il Fabro Valdichiana avrebbe potuto competere per la C1?
“È stata una stagione di quelle indimenticabili. Quella di quest’anno la definirei un’impresa. Ai blocchi di partenza non ci sentivamo tra i favoriti e per la società la stagione sarebbe già stata positiva se fossimo arrivati tra le prime cinque. Invece, grazie anche ai nuovi compagni di squadra, ci siamo resi conto di essere una squadra organizzata e di avere un gruppo affiatato. Il punto di svolta a mio avviso è stata la vittoria per 1-0 in casa dell’Orte, una delle favorite per la vittoria finale. Lì abbiamo iniziato a credere che potevano ambire a qualcosa di più di un semplice posto nei playoff”.
- Poi battere prima il Narni e poi il Norcia a distanza di pochi giorni, mettendo in bacheca due titoli... quanta soddisfazione provi?
“Il finale di stagione è stato a dir poco perfetto. Ci siamo guadagnati la possibilità di giocarci il tutto per tutto, davanti ai nostri tifosi, in un palazzetto gremito, contro la corazzata del Narni, conquistando una vittoria sofferta ma devo anche dire meritata. E domenica scorsa abbiamo messo la ciliegina sulla torta. Ccontro il Città di Norcia era un assaggio di C1: è stata una partita di grande intensità, che stavamo portando a casa prima del pareggio di Raduazzo a dieci secondi dalla fine. Siamo stati bravi però a reagire e portarla a casa ai rigori. Per noi il secondo trofeo in bacheca a coronamento di una stagione indimenticabile”.
- Come si pensava è stata appunto una partita giocata sul filo dell'equilibrio, tanto che ci sono voluti i calci di rigore per decidere la vostra vittoria: dopo una stagione tanto lunga anche questo peso da gestire nel momento topico della sfida. Cosa ha fatto la differenza?
“La differenza a mio avviso è stata nella capacità di saper resistere e stare lì con la testa anche e sopratutto nei momenti di difficoltà che una squadra come il Norcia ti può creare. E nonostante la partita fosse davvero tirata, permettimi di fare i complimenti a mister Garilli, per aver tenuto fede alle sue parole ed aver dato minuti a tutti i giocatori in rosa. Credo sia stata la cosa più bella per poterci sentire tutti parte di una stagione così straordinaria”.
- Va detto che per te è stata una partita speciale, alla luce del grave lutto familiare che ti ha colpito qualche giorno prima: la dedica è dovuta, non credi?
“Io venivo da giorni veramente intensi e tristi. Devo davvero ringraziare il responsabile del calcio a 5 del CRU Umbria, Simone Ortenzi, tutta la società e i compagni di squadra che mi hanno fatto sentire la loro vera vicinanza. Il minuto di silenzio e il lutto al braccio con cui abbiamo giocato ne è una prova tangibile. Sicuramente, come dici tu, la dedica è d’obbligo ma non di circostanza. Per me s’è nè andata una grande persona e un maestro di vita che porterò sempre nei miei pensieri”.
- Infine la prossima stagione, la prima del Fabro Valdichiana in C1. Si dice che l'appetito vien mangiando e quanto hanno fatto i vostri dirimpettai del Monteleone (con cui Rosi ha giocato per ben otto anni) ne è la conferma. Quali sono i progetti che bollono in pentola?
“Adesso sarà C1. A tre anni dalla fondazione è davvero un grande orgoglio. L’obiettivo sarà sicuramente quello di mantenere la categoria. Anche perché mi è capitato di vedere qualche match della scorsa stagione e ho visto squadre ben organizzate. Speriamo sopratutto di portare molto pubblico ad appassionarsi ancora di più a questo sport visti i successi ottenuti nel nostro territorio. Pensandoci bene, tra noi del Fabro e il Monteleone abbiamo portato a casa ben cinque trofei in una sola stagione. Quello che mi auguro per il futuro è riuscire ad avvicinare sempre più giovani a questo sport, che troppo a lungo è stato considerato solo un ripiego rispetto al calcio a 11, magari incentivati dagli ultimi successi”.