24/12/2025 11:05
La prima cosa che viene spontaneo chiedere a Bruno Baci, vicepresidente del Monteleone (foto in gallery 1), è quasi scontata.
- Se dovesse trovare un termine per sintetizzare cosa è stato il 2025 per il Monteleone, quale sceglierebbe e perchè?
“Il termine che utilizzerei per sintetizzare il nostro 2025 è: folle. Pensare di passare da un tavolo di amici al bar, che studiano come rifondare una società storica partendo dalla Serie C2 ad essere primi in C1, ad un passo dalla coppa di categoria in un solo anno, è da folli, invece… eccoci qua”.
- Vi siete approcciati alla C1 consapevoli di quello che avreste voluto ottenere, pianificando una stagione all'avanguardia che si è effettivamente tradotta in un primato riconosciuto da tutti. Eppure ci sono stati un paio di inciampi che hanno lasciato il segno. Come rilegge la stagione finì a questo punto?
“Come diciamo sempre siamo una società ed una squadra giovane ma ambiziosa, che durante il percorso cerca di imparare sempre dagli errori, con umiltà e razionalità. La squadra è stata costruita per vincere e siamo dove siamo con merito, ma non bisogna mai abbassare la guardia”.
- Monteleone primo in classifica e prossimo concorrente per il primo titolo stagionale. Dopo l'impresa in semifinale con l'Avvera cosa ti aspetti adesso dalla squadra nella finale di Coppa Italia regionale con la Ducato?
“Le partite secche si sa, sono sempre gare a sé. Affrontiamo una delle realtà più blasonate del panorama regionale nel tempio del futsal umbro, giochiamo contro una squadra che mischia l’esperienza dei veterani alla freschezza dei nuovi arrivi. Noi arriviamo alla partita con tutta la rosa a disposizione del mister, quindi affronteremo questa finale con grande rispetto ma senza timore”.
- Sono due i nomi che hanno inciso fin qui sulla vostra stagione: Fabio Ledru e Marco Veschini. Da una parte la certezza dei gol, dall'altra la sicurezza di una qualità tecnica che fa la differenza. Concordi?
“Fabio e mister Marco sono senza dubbio due tasselli importantissimi della nostra squadra. Il ‘toro de Reims’, come mi piace affettuosamente chiamare Ledru, è senza dubbio un po’ una sorpresa per tutti. Sapevamo che fosse forte, ma l’impatto che ha avuto sul campionato è stato devastante. È un grande giocatore ed un grande uomo, che farà strada in questo sport. Il mister è arrivato in corsa e ha saputo sin da subito risolvere quei problemi che rischiavano di compromettere una stagione programmata per arrivare in fondo a tutte le competizioni, in punta di piedi e con grande esperienza, sapendo toccare le corde giuste di un gruppo eccezionale. Mi vengono citati due nomi, ma garantisco che tutto nasce da un gruppo di un livello umano e calcistico veramente alto. Potrei parlare per ore di tutti i nostri ragazzi uno ad uno”.
- Infine, come vivete il connubio con i tifosi che assistono sempre con grande partecipazione alle vostre partite? Si aspettava questo grande coinvolgimento popolare?
“Molto semplice: tutto nasce per loro. Il nostro obiettivo è portare il nome del nostro paese il più in alto possibile e questo i tifosi lo hanno capito sin da subito, sostenendo la squadra dal primo giorno che è stata fondata la società. È vero che i risultati aiutano, ma siamo convinti che il sostegno della nostra gente non verrà meno neanche nei momenti più complessi. Un dato che ci riempie di orgoglio è il fatto che quasi sempre siamo numericamente di più anche in trasferta, segno di attaccamento vero. Grazie, grazie, grazie…”.