07/05/2026 20:33
Si è conclusa, con uno splendido e storico piazzamento ai playoff, la stagione dell’Oristanese femminile, uscita poi al primo turno per mano della corazzata Pero. Un risultato che nulla toglie allo strepitoso lavoro delle ragazze di mister Dessì e del suo vice Concas, capaci di andare oltre l’obiettivo salvezza.
Obiettivo centrato anche dalla compagine maschile, grazie alla vittoria nella finale playout contro il Decimo. Traguardo raggiunto al termine di un girone di ritorno che ha visto gli uomini di Andrea Barbarossa crescere sempre di più e acquisire maggior consapevolezza nei propri mezzi.
Il bilancio di fine stagione è affidato al presidente Ignazio Poddi, che parte proprio dalla salvezza e dunque permanenza in C1 della maschile.
“Dopo tante battaglie è arrivata. Ma dico la verità, non avevo dubbi conoscendo l’allenatore e i ragazzi. La maggior parte di loro hanno giocato in quella categoria e alcuni anche in quelle superiori. La certezza di salvarsi alla fine c’era. Purtroppo è girata male all’inizio, ma anche se all’”esame di riparazione”, siamo riusciti a centrare l’obiettivo. Eravamo in buone mani, di un buon dottore sia nello spogliatoio che sul campo. Ho grandissima stima di mister Barbarossa, eravamo certi che ce l’avremmo fatta. C’era massima fiducia”.
A proposito del tecnico, si proseguirà insieme anche nella prossima stagione?
“E’ ancora prematuro parlarne. Ci stiamo già muovendo per pensare al futuro, ma la stagione è appena finita”.
Passiamo alla femminile.
“Si è costruita una squadra per centrare la salvezza, si è andati oltre. Una squadra giovane, nuova, in cui molte giocatrici conoscevano già abbastanza il campionato di Serie B. Si è dato anche modo nell’ultima partita di far tastare il campo a qualche ragazza del settore giovanile. Entrambi gli allenatori, staff e giocatrici hanno lavorato bene. Per me e per Davide Concas è stata la seconda volta in cui abbiamo raggiunto i playoff, dopo averli centrati con lo Shardana. Sapevamo già cosa ci aspettava. Sono un grande palcoscenico, dove ti giochi tutto in una gara secca. Purtroppo c’è stato un ulteriore infortunio di una giocatrice importante come Giorgia Casula. La partita è stata abbastanza tirata, ma davanti avevamo una corazzata come il Pero, che da anni disputa playoff e Final Four di Coppa, che certificano l’esperienza in categoria. Ma appunto, l’obiettivo era la salvezza, tutto quello che sarebbe venuto dopo sarebbe stato tanto di guadagnato”.
C’è un rammarico:
“Peccato che il campionato sia partito a 10 squadre, e poi per il ritiro di una società sia finito a 9. Io avrei voluto provare a vedere la mia squadra in un campionato a 14 squadre: con questo gruppo, per com’è cresciuto, sono sicuro che se avessimo avuto davanti ancora qualche giornata in più la classifica sarebbe stata diversa. Ho visto ragazze motivate, un bellissimo gruppo, di ragazze splendide dalla prima all’ultima. Sanno cosa vuol dire essere unite: non le ho mai viste avere problemi tra di loro. E questa è una cosa fondamentale. L’ho provato sia nel calcio a 11 che nel futsal, sia nel maschile che nel femminile. Quando non c’è il gruppo, non c’è niente”.
Cosa riserva il futuro?
“Si cercherà di continuare a puntare solo su giocatrici sarde. Ma mai dire mai. Tutto, per ora, è ancora prematuro.”
Valentina Pochesci
Foto: Paolo Camedda