09/01/2026 22:00

Ecco l'Oristanese di Barbarossa: "Ci vuole equilibrio e continuità: l'atteggiamento è quello giusto"

Sono passate tre settimane da quando Andrea Barbarossa ha preso in mano l'Oristanese. Si è subito presentato portando via un punto pesante da Sestu che ha permesso al gruppo di lavorare con un pizzico in più di serenità durante la sosta. Ed è stato proprio con Barbarossa che abbiamo voluto analizzare la situazione alla vigilia della ripresa del campionato, che metterà i biancorossi di fronte all’Alghero.


- Andrea, intanto che sentore hai della tua nuova squadra? Ti ritieni fiducioso sul percorso da fare anche se appare inizialmente in salita?


“Le sensazioni sono buone perché ho trovato un gruppo molto disponibile, con grande voglia di lavorare e di migliorarsi. L’aspetto più incoraggiante è stato vedere subito attenzione e compattezza, riuscendo a restare ordinati e a dare un segnale di solidità che ha aiutato tutti ad affrontare questo periodo con maggiore consapevolezza. Sappiamo che il cammino richiederà equilibrio e continuità, ma sono fiducioso perché vedo atteggiamento, spirito di sacrificio e margini di miglioramento. L’idea è procedere un passo alla volta, concentrandoci sul presente e sulla costruzione di un’identità chiara”.


- Si riprende ospitando un Alghero che, partito a fari spenti, è arrivato sin sul podio. Partita che si annuncia difficile ma che hai avuto modo e tempo di preparare con la giusta attenzione, nonostante le assenze (Barresi e Porru squalificati, oltre a Farci, Così, Mele e Frau infortunati): come andrà approcciata e poi gestita in corso d’opera?


“Affrontiamo una squadra che sta facendo molto bene e che ha dimostrato continuità e organizzazione. Servirà una partita di grande attenzione e lucidità. In questo momento, anche per le difficoltà numeriche che stiamo vivendo, per noi sarà fondamentale giocare lavorando sui principi su cui stiamo costruendo il nostro percorso. L’approccio dovrà essere equilibrato, senza frenesia, restando dentro la partita e leggendo i momenti. Poi, strada facendo, sarà il campo a dirci cosa potremo ottenere”.


- Sei approdato all'Oristanese dopo tante stagioni trascorse al Monastir anche ad alti livelli. Cosa ti ha spinto a dire ‘si’ al presidente Scanu e cosa ti aspetti da questa esperienza sia sul piano professionale che umano?


“Quello che mi ha colpito fin dal primo momento è stato l’entusiasmo sincero con cui mi è stata proposta questa esperienza e il forte senso di appartenenza che si respira intorno all’Oristanese. Qui ho trovato persone che vivono questo sport con passione autentica, che sentono il calcio a 5 come qualcosa da condividere, non solo come il risultato del fine settimana. Mi aspetto un percorso di crescita reciproca: dal punto di vista professionale voglio aiutare la squadra a trovare identità e continuità attraverso il lavoro quotidiano, con pazienza e responsabilità. Allo stesso tempo per me è fondamentale l’aspetto umano, che permette di costruire rapporti veri, basati sul rispetto, sulla fiducia e sulla condivisione degli sforzi. È in questo equilibrio, tra campo e persone, che credo possano nascere i risultati”.