27/03/2026 15:00

La "B"ella favola dell'Atletico Sestu. Il plauso di Sandro Mura: "E' stata la promozione di tutti"

Una figura che ha svolto un ruolo fondamentale nella gestione globale dell’Atletico Sestu, tanto sul piano logistico e organizzativo quanto su quello di supporto dirigenziale è indubbiamente quella di Sandro Mura. Lo storico dirigente cagliaritano, una vita spesa per il futsal, è stato l’autentico braccio destro del presidente Daniele Agus, del quale ha rappresentato l’interfaccia tra la proprietà e la squadra, svolgendo con la competenza che gli è riconosciuta da almeno un quarto di secolo di presenza nella disciplina, un incarico strategico per la corretta conduzione del club.

Il suo racconto della stagione culminata con la promozione in Serie B parte da un episodio ben preciso. 

“La stagione è partita in sordina con l’allenatore Barbieri che neppure a metà cammino ci ha abbandonato - ricorda- da lì abbiamo cercato una soluzione interna e avendo già con noi Heder Rufine in casa, e poi Leo Perra, che erano rispettivamente allenatore in seconda e preparatore dei portieri, abbiamo deciso di proseguire con loro. E la squadra ha saputo rispondere alla grande”.

L’obiettivo di partenza, nonostante l’Atletico Sestu era appena approdato in C1, era stato comunque fissato con chiarezza.

“Siamo partiti per puntare ai playoff, volevamo testare la tenuta della squadra e perciò abbiamo cominciato senza stranieri. Abbiamo dovuto gestire diverse defezioni per infortunio e il fatto che avessimo un’età media della squadra abbastanza alta, intorno ai 33-34 anni. Con l’arrivo degli stranieri a dicembre (Normanno e Molina, n.d.c.) siamo diventati molto più competitivi rispetto a come avevamo iniziato, anche se poi, vedendo i numeri, abbiamo fatto più o meno lo stesso percorso sia all'andata che al ritorno: a conti fatti, i risultati degli altri ci hanno permesso di vincere il campionato con un turno d'anticipo.l”.

Mura elargisce i meriti: tutti possono salire sul carro dei vincitori.

“Per me è stato fatto un vero miracolo sportivo e voglio dire grazie a tutti i ragazzi, a Heder, a Leo, e grazie al presidente Daniele Agus per il roster adeguato e di primo livello per la C, anche se un po’… datato, ma i ragazzi sono stati veramente bravi, voglio rimarcarlo”.

Mura chiude la sua analisi focalizzando sulle dinamiche della stagione.

“Credo che uno dei roster migliori fosse quello della Villacidrese: aveva tre, quattro giocatori di assoluto livello e grazie alla Coppa Italia sono riusciti a buttare alle ortiche una stagione intera. La formula della Final Eight, studiata con due gare in due giorni, ha fatto si che la Villacidrese si sia suicidata, mentre nelle fasi nazionali è toccato alla Fanni imitarla, anche per via di un organico forse un po’ corto. Nelle ultime settimane la Coppa Italia ha portato loro via molte energie, così come poi è accaduto nella partita con noi. Onore a loro che hanno vinto agli ultimi minuti, ma la verità è che ora dovranno affrontare i playoff".