20/02/2026 22:00
Reduce dal pareggio per 2-2 con il Domus Perdaxius, l’Oristanese è ora attesa ad Olbia per la trasferta contro la ZB Iron Bridge: una sfida delicata, dato che i diretti avversari si trovano a 13 punti in classifica, a -3 dai biancorossi.
Ci introduce nel clima vigilia il tecnico Andrea Barbarossa, che riparte innanzitutto dal pari della scorsa settimana: un risultato beffardo, arrivato a 18 secondi dal termine della gara.
“Il rammarico per l’episodio finale è evidente, ma la partita va analizzata nella sua totalità. La squadra ha espresso qualità, organizzazione e mentalità, mettendo la gara sui binari giusti e creando situazioni importanti per chiuderla. Ciò che è mancato è stato il dettaglio finale: maggiore concretezza nei momenti favorevoli e la lucidità necessaria per gestire il vantaggio fino all’ultimo secondo. Quando una gara resta aperta, soprattutto negli scontri diretti, gli episodi possono sempre rimettere tutto in discussione. È un aspetto su cui stiamo lavorando con attenzione, perché la capacità realizzativa e la gestione dei momenti determinano spesso il risultato finale”.
Cosa aspettarsi dalla trasferta di domani?
“Mi aspetto una partita intensa e molto diversa rispetto ad altre, anche per le caratteristiche del campo, che è piccolo e porta a ritmi alti, tanti duelli e spazi ridotti. In queste condizioni diventa fondamentale la qualità nelle scelte e la capacità di essere concreti nelle situazioni che si creano. Dovremo interpretare la gara con maturità, attenzione e grande spirito di adattamento”.
Infine, un bilancio sul cammino della squadra:
“Il percorso è positivo e in continua evoluzione. Abbiamo un mix di giocatori giovani ed esperti, con valori importanti e tanta disponibilità al lavoro. I ragazzi stanno assimilando i concetti e stanno crescendo non solo dal punto di vista tattico ma soprattutto mentale, che è l’aspetto determinante. Io vedo una squadra che ogni settimana fa un passo avanti e che sta costruendo la propria identità: questo mi rende fiducioso per il presente e per il futuro”.
Valentina Pochesci
Foto: Marco Piras