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21/01/2022 22:40

Una tirata d'orecchie, una pacca sulla spalla. Bellarte non ci sta: ''Questa squadra è forte''

C'era la volontà di togliersi subito qualche sassolino dalle scarpe, ma forse anche quello di chiedere, tra le righe, di remare tutti nella stessa direzione. Massimiliano Bellarte ha parlato oggi in conferenza stampa per puntualizzare alcuni aspetti e, in un certo senso, "bacchettare" anche chi ha espresso giudizi negativi sulla Nazionale dopo l'esordio contro la Finlandia, accusando il mondo del futsal di "autoreferenzialità". Una premessa che il tecnico ha tenuto a fare alla stampa presente, una presa di posizione a difesa delle sue scelte e di un gruppo giovane. "Questa squadra è forte, e forse non sa neanche quanto": potremmo riassumere così uno dei concetti cardine espressi dal tecnico, che poi è entrato nel dettaglio non solo di questo argomento, ma anche della partita contro la Finlandia.

"Quando mi è stata affidata la panchina della Nazionale l'obiettivo affidatomi era quello di vincere quante più partite possibile, coniugandolo con un ringiovanimento della rosa. Con lo staff tecnico abbiamo accettato di buon grado la sfida, ben sapendo la difficoltà del compito. Gli ultimi risultati dell'Italia in campo internazionale erano stati poco soddisfacenti e questo significava una sola cosa: riportare l'Italia a giocare una fase finale di una competizione internazionale dopo la non qualificazione all'ultimo Mondiale e ricostruire il percorso con questa pietra di paragone, sapendo tutte le difficoltà a cui saremmo andati incontro".

Una tirata di orecchie e una pacca sulla spalla. Questo è stato Massimiliano Bellarte nella conferenza di oggi, nella quale come detto ha analizzato più in dettaglio la gara d'esordio. 

"L'unico gol nel quale siamo stati realmente poco reattivi è stato il primo, dopo 50'' di partita. Il secondo e il terzo gol? Se devo concedere un tiro, posso accettare di concederlo dai 15 metri. Col prosieguo della partita siamo riusciti a fare quello che volevamo, forse meglio nel secondo tempo che nel primo. Questo perché la squadra, col passare dei minuti, si è appoggiata sulla prestazione di Musumeci, praticamente perfetto in fase difensiva, che ha negato alla Finlandia il gioco con il lancio sul pivot, loro arma principale. Questo, nella ripresa, ci ha permesso di poter alzare la nostra linea di pressione. Siamo una squadra forte, che nasconde molto talento, ancora con grandi margini di crescita".

L'Italia, come ovvio, ha alternato cose buone ad altre meno buone, al cospetto di una Finlandia tatticamente ordinata e che forse ha visto incanalare la partita esattamente nei binari che sperava. E se da una parte non bisogna dimenticare i risultati degli ultimi anni, dall'altra ci sono le inevitabili aspettative di chi vuole vedere l'Italia rinascere. Ma anche di chi, come Bellarte, difende le sue scelte e le motiva. I dati della partita dicono Italia, che ha tenuto per lunghi tratti il pallino del gioco in mano e raccolto meno di quanto seminato. Il girone è ancora tutto li, in bilico, Amsterdam ancora totalmente raggiungibile e chissà che tra una tirata di orecchie e una pacca sulla spalla questa Italia non possa sbocciare e regalare a tutti un sogno, anche a quel futsal "autoreferenziale" che, crediamo, dell'Italia voglia soltanto il bene. 

esp.