18/03/2026 22:11

Antenore Padova, l'A2 è qui! De Vivo: "Un viaggio che mi ha migliorato come giocatore e persona"

Dopo Federico Crepaldi, Francesco De Vivo è il secondo giocatore più anziano dell'Antenore Sport Padova, ma parliamo di un calciatore classe 1998 e questo fa capire quanto sia davvero giovane il roster guidato da mister Andrea Rozzato che ha conquistato la promozione in Serie A2. Anche a lui affidiamo il racconto della vittoria del girone C di Serie B, specie sotto la luce del suo ruolo da fratello maggiore dei tanti ragazzi presenti in squadra.

"Onestamente devo ancora realizzare il traguardo che abbiamo raggiunto - ci dice l'ex Villorba. - Sentire il boato della Gozzano al fischio finale di sabato mi ha fatto capire che avevamo fatto qualcosa di grande, ma ci vorrà ancora tempo per metabolizzare l’impresa in cui siamo riusciti. È stato un percorso straordinario. Sicuramente essere inseriti nel girone C ci ha posto di fronte a stimoli nuovi, ma anche a tantissime difficoltà. Siamo stati bravi ad adattarci fin dall’inizio ai ritmi delle trasferte e alle caratteristiche degli avversari. Da lì in poi abbiamo combattuto ogni singola partita consapevoli delle nostre potenzialità e delle chance che avevamo di vincere questo campionato. Avevo già ottenuto altre promozioni attraverso i play off, ma vincere un campionato, soprattutto con un gruppo come questo e davanti ad una cornice di pubblico come quella di sabato, è un sogno che non ha eguali".

- Dopo Crepaldi, sei il giocatore più anziano della squadra e quindi anche uno dei più esperti. Questo viaggio all'Antenore, che in realtà per te era già partito in C1 nonostante una parentesi all'ex Tiemme, cosa ti ha portato a dare in veste di fratello maggiore per molti giocatori? E cosa invece i tuoi compagni hanno dato a te?

"Questo viaggio con l'Antenore mi ha migliorato come giocatore e come persona. Il fatto di essere il secondo giocatore più anziano della rosa mi fa sorridere perché tutto sommato mi sento ancora giovane, ma senza dubbio è un qualcosa che mi dà delle responsabilità nei confronti della squadra. Se devo analizzare in cosa sono stato d’aiuto alla squadra, probabilmente direi nella capacità di essere lucido e di saper gestire le emozioni nei momenti di maggiore difficoltà e di forte pressione. Se ripenso al me stesso di qualche anno fa, sono cresciuto molto sotto questo aspetto e penso sia importante saper trasmettere tranquillità e sicurezza nei momenti più complicati. Non si tratta di un peso, ma anzi di una responsabilità che accetto e vivo con la massima serenità. Se invece devo dirti cosa mi hanno dato i miei compagni più giovani non saprei nemmeno da dove partire. Ho trovato un gruppo che mi ha trasmesso fiducia e rispetto, permettendomi di esprimermi al meglio delle mie capacità. Inoltre questi ragazzi hanno una volontà incredibile di migliorarsi dando il massimo in ogni allenamento, ma soprattutto trasmettono tanta passione e tanta voglia di sognare e di combattere per obiettivi che sembrano irraggiungibili. Posso dire senza giri di parole che l'Antenore è stata, e continua ad essere, uno step necessario e fondamentale nella mia carriera e nella mia crescita personale, grazie alle mille emozioni e agli stimoli che mi hanno rigenerato come giocatore e mi hanno trasmesso consapevolezza e responsabilità come persona. Chiudo aprendo una parentesi per ringraziare lo staff, che ci ha permesso di raggiungere questo obiettivo avendo un costante occhio di riguardo ai bisogni e alle necessità di ogni singolo giocatore, e tutte le persone che hanno riempito la Gozzano durante le partite casalinghe. Credo che questa sia la linfa di Antenore, respirare gli stessi valori dal più vecchio della prima squadra fino al più piccolo dei giocatori della scuola calcio".

l.m.



Foto: Romeo Carraro