29/02/2024 22:28

Atletico Conegliano, scontro con la capolista. Cardellicchio: "Nulla ci vieta di sognare in grande"

Raggiungere la vetta, almeno per una settimana, è ancora possibile per l'Atletico Conegliano, ma questa volta il primato si gioca tutto nello scontro diretto con la capolista. Domani sera, per la 24a giornata di Serie C1 veneta, i trevigiani allenati da mister Luca Sanson accoglieranno infatti il Verona, che ritorna in campo dopo il turno di pausa della scorsa settimana in cui proprio i coneglianesi avrebbero potuto ottenere il primato provvisorio se non avessero perso in casa del Godego rimanendo a -1 dagli scaligeri con una gara in più. Tuttavia l'Atletico è tornato al lavoro concentrato sui propri obiettivi e domani scenderà in campo per continuare a sognare. A raccontarcelo è stato Rocco Cardellicchio, universale classe 1994 che in campo si è ritrovato spesso a indossare la fascia di capitano del Conegliano. 

- Nonostante la sconfitta con il Godego, avete ancora l'occasione di raggiungere momentaneamente la vetta: con che spirito arrivate a questa sfida con il Verona? 

"Dobbiamo ripartire dallo spirito di squadra e dal lavoro - esordisce il numero 10 dell'Atletico -. Ci aspetta un mese importante, pieno di scontri diretti e dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo. Ovvio che siamo una neopromossa, ma nulla ci vieta di sognare in grande: con le potenzialità che abbiamo possiamo toglierci grosse soddisfazioni". 

- Quale dovrà essere il vostro approccio alla gara, specie sul piano mentale? Accortezza o anche un po' di spregiudicatezza? 

"Dobbiamo restare sereni e concentrati, in queste partite sono i dettagli a fare la differenza. Accorti e solidi in difesa, istintivi e spregiudicati in attacco". 

- Quali caratteristiche del Verona dovranno essere tenute d'occhio? 

"Il Verona è una squadra molto organizzata con un roster importante, ma noi non ci sentiamo assolutamente da meno. Quello che conta di più è l’approccio mentale; abbiamo lavorato bene in settimana e ora lasciamo parlare il campo". 


Lorenzo Miotto





Foto: Stefano Vidotto