11/06/2026 19:05
L'Academy Torino cerca riscatto questo sabato con l'Arzignano per tentare di tenere vive le possibilità di superare il triangolare Nord del secondo turno playoff e centrare così la promozione in Serie B. Dopo la sconfitta di Brescia incassata lo scorso weekend, infatti, i piemontesi non possono permettersi passi falsi con la formazione vicentina che giungerà agguerrita all'ombra della Mole. Allora, partendo proprio da cosa ha funzionato e cosa no nel match disputato in terra lombarda, ci proiettiamo verso la prossima decisiva sfida con il "Grifo" interpellando uno dei giocatori più esperti del roster torinese, quel Matteo Minchillo che proprio a Brescia segnò due dei quattro gol dell'Academy, a ennesima riprova di una stagione che è stata oggettivamente di livello.
- Innanzitutto, facendo un passo indietro a sabato scorso, come commenteresti la sconfitta di Brescia? Cosa ti è piaciuto e cosa soprattutto avreste potuto gestire meglio?
"La sconfitta di sabato brucia, inutile negarlo - confessa in apertura il pivot classe '91, ex Elledì e Polisportiva Pasta, - ma una cosa ci tengo a dirla: nonostante tutto la squadra è rimasta unita. È stata una partita complicata, in cui alcune situazioni potevamo sicuramente gestirle meglio, ma allo stesso tempo ho visto un gruppo che non ha mai mollato e che ha provato fino all’ultimo a rimetterla in piedi. Quest’anno è stato difficile per tante ragioni, e spesso noi giocatori siamo stati criticati in modo anche ingiusto, considerando quello che abbiamo fatto: abbiamo vinto un titolo regionale come la Coppa Italia, abbiamo perso il campionato a 15 secondi dalla fine e oggi siamo qui a giocarci un triangolare nazionale per salire in Serie B. Non è un percorso casuale, è frutto del lavoro iniziato ad agosto e portato avanti con sacrificio da tutti".
- Adesso vi attende la partita con l'Arzignano. Le vostre sensazioni per questo match?
"La speranza è l’ultima a morire, e finché c’è anche solo una possibilità noi faremo di tutto per coglierla. Sappiamo che sarà una partita dura, contro una squadra forte, ma arriviamo con la consapevolezza di ciò che siamo: un gruppo che ha sofferto, che è stato messo in discussione, ma che è ancora lì a giocarsi qualcosa di importante".
- Da parte vostra, visto il primo ko, servirà per forza di cose una prestazione che punti anche a segnare diversi gol. In casi come questi è necessaria una sana foga o dovrete mantenere comunque una certa freddezza?
"Servirà un mix delle due cose. È vero che dobbiamo segnare e fare una grande prestazione, ma non possiamo permetterci di perdere lucidità. La “foga sana” ci deve essere, perché è quella che ti fa andare oltre la fatica e oltre le difficoltà, ma allo stesso tempo dovremo mantenere la testa fredda per gestire i momenti chiave della partita. In conclusione, sono orgoglioso del mio percorso e del contributo che ho dato alla squadra, con 18 reti stagionali, ma soprattutto sono orgoglioso del gruppo. E alla fine, una cosa la voglio dire: in questa stagione tanti hanno parlato da dietro una tastiera, giudicando senza conoscere il lavoro, i sacrifici e le ore che abbiamo messo dentro da agosto. Ma la verità è semplice: noi i risultati li abbiamo portati sul campo, non sui social. Si può vincere, si può perdere, fa parte dello sport. Ma l’impegno, la serietà e il percorso che abbiamo fatto restano, e quelli non li cancella nessuno".
l.m.