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02/08/2026 17:52

Aiello e le strategie pometine: "Alla Fortitudo giocatori motivati. Raubo e Matteus? Scelte d'amore"

Le premesse di fine campionato non erano certo ottimistiche, considerando la delusione, per una salvezza raggiunta ai playout, che si respirava nitidamente in casa Fortitudo. Si è subito parlato di un forte ridimensionamento, invece alla luce dei fatti è stata una sorta di restyling. A dirigere le operazioni di… rimodulazione progettuale ci ha pensato Paolo Aiello, direttore generale della Polisportiva che fa riferimento ad Alessio Bizzaglia, che ha potuto contare sull’appoggio di una squadra di collaboratori intraprendente e pratica.


Ma Aiello come ha gestito questa fase diciamo di doppia transizione, che ha visto la Fortitudo passare da un annunciato cambio di strategie alla ricomposizione di un roster che affronta la nuova Serie A con rinnovate e positive aspettative?


“Partiamo dal playout, la salvezza raggiunta non la ritengo una delusione - corregge subito il tiro Aiello. - Era l’obiettivo stagionale che comunque, vuoi o non vuoi, abbiamo raggiunto. In una stagione segnata da una sfilza lunghissima di infortuni bisogna rendere merito a chi ha comunque ottenuto la salvezza contro una squadra che ci aveva battuto in campionato all’andata ed al ritorno della ‘regular season’. Alla fine della stagione il patron (Alessio Bizzaglia, n.d.c.) ci ha semplicemente fatto notare che secondo lui con quella partita si era concluso un ciclo e che avremmo dovuto prendere in considerazione una rifondazione ed è proprio quello abbiamo provato a fare. Come ho gestito la situazione? Come sempre, facendo quadrato con Daniele Loscrì, Giulio Quagliarini, Stefano Esposito ed Andrea Parente che da anni rappresentano lo zoccolo duro della Fortitudo”.


- Sono andati via giocatori che avevano rappresentato la spina dorsale della squadra nell’ultimo triennio: quanto ha pesato vederli partire?


“Tanto, anzi tantissimo, in alcuni casi. Ho visto persone di Pomezia commuoversi e piangere per Miguel Angelo e non solo. A pensare a cosa era la Fortitudo dieci anni fa mi capire che responsabilità abbiamo nei confronti di chi ci viene a vedere il sabato”.


- Anche Raubo e Matteus erano in predicato di lasciare Pomezia, invece sono rimasti: un gesto di attaccamento ai colori ma anche di fiducia nelle progettualità della società?


“Un gesto d’amore dei ragazzi verso la maglia. Avranno fatto delle valutazioni individuali, ma alla base di tutto c’è il sentimento”.


- A Pomezia sono arrivati giocatori comunque che hanno ancora motivazioni da mettere in gioco: un tuo giudizio sui volti nuovi che vedremo alla Fortitudo?


“Hai centrato il punto, sono arrivati giocatori motivati. Alcuni con grande personalità che potranno mettere al servizio del gruppo la loro esperienza. Senza fare nomi, che comunque conoscono tutti, pensiamo di aver allestito una buona squadra dove l’unico neo, forse, sta nel fatto che abbiamo solo due mancini”.


- E veniamo al nodo PalaLavinium. Le nuove regole sull’impiantistica obbligheranno la Fortitudo a cambiare sede di gioco. Il tuo punto di vista?


“Se dico quello che penso mi mandano nuovamente alla Disciplinare. Ti rispondo con tre domande: cosa cambia se al posto del telone attuale in doppia membrana dí primissima qualità facessero la copertura in Isopan come ad esempio al Polivalente di Velletri? Tutti a parlare del PalaLavinium, ma le famose coperture delle panchine le hanno messe in tutti i palazzetti? Si sta facendo la guerra alle tensostrutture ma come erano belle le dirette RAI da Augusta, con in campo Junior e Foglia?”.


- Uno sguardo al campionato. L84, Meta, Napoli e Sandro Abate non hanno badato a spese, anche il Sala si è rinforzato. La tua griglia di favorite? Che stagione prevedi per la nuova Fortitudo?


“Alcune squadre non hanno badato a spese e per forza di cosa partono avvantaggiate, ma alla fine sarà sempre il campo a dare i giudizi. Ad esempio nessuno si sarebbe immaginato una retrocessione del Cosenza la scorsa stagione. Comunque, se devo fare una griglia ti dico: Torino, Napoli, Avellino e Catania in prima fila; Roma, Sala Consilina, Eboli e Benevento in seconda. Le altre a contendersi la salvezza e, magari, provare a scalzare una delle otto menzionate sopra”.


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