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11/01/2022 14:36

Fuori dai giochi, ma spettatore attento. Dario: ''Giovani, programmi, visibilità: s'è fatto poco''

Fuori dai giochi esattamente da un anno. Ma sempre impegnato a percorrere un percorso parallelo di quella disciplina che per dodici stagioni ha visto Antonio Dario arrivare ad occupare ruoli strategicamente importanti (è stato vice-presidente sia nel secondo che nel terzo mandato, prima con Fabrizio Tonelli e poi con Andrea Montemurro alla presidenza) e anche di alta rappresentatività per l’istituzione futsal italiana, con il ruolo di Delegato UEFA ricoperto con grande capacità, attenzione e riconosciuta professionalità.


Ma cosa accadeva un anno fa, proprio in queste ore? Antonio Dario lo riassume in pochi passaggi.


“Dell’11 gennaio 2021 ricordo il freddo, sento ancora sulla pelle l’aria gelida premonitrice all’interno di un padiglione della Fiera di Roma che ospitava qualche centinaio di persone. Ma non riuscivo, e non volevo, mettere il cappotto per ostentare il coraggio di combattere l’ultima ormai segnata, e perdente, battaglia. Perché una competizione elettorale che utilizza e abusa dello strumento delle deleghe al voto - puntualizza - difficilmente vede come favorito chi gioca fuori casa. Come in quasi tutti i consessi elettorali di quel periodo l’opzione più garantista, anche sul piano sanitario, era quella da remoto. La scelta è stata, volutamente, diversa. Ma questa ormai è storia e interessa a nessuno almeno fino alla prossima elezione, e chi ne sarà nuovamente, ed inesorabilmente, vittima. Dovrebbero interessare a tutti, piuttosto, i progressi nell’ultima stagione sulle tematiche di sempre”.


Le tematiche di sempre, appunto. Quelle sulle quali si è dipanata la competizione elettorale nei mesi che hanno preceduto l’appuntamento di Ponte Galeria. Quasi inevitabile che Antonio Dario la veda in maniera diametralmente opposta su argomenti come la politica giovanile, la programmazione e la visibilità.


“Politica giovanile? Non trovo iniziative degne di segnalazione, al contrario ho visto passi indietro e il persistere di errori di concetto. Fra tutti considerare l’Under 19 Femminile una categoria giovanile, non aver perseguito un percorso di premialità per le società che sviluppano l’attività giovanile, non aver proposto una azione di coordinamento con il Settore Giovanile e Scolastico per la ristrutturazione dei campionati giovanili”.


Sulla programmazione al momento è in piedi il solo discorso della riforma dell’A2 maschile, con i primi provvedimenti (leggi la questione delle promozioni in Serie A9 che hanno sollevato mugugni.


“Le formule dei campionati sono ancora in alto mare e quelle annunciate sono state fortemente, e clamorosamente, contestate dalle società stesse. Nessuna iniziativa di raccordo con l’attività regionale. Le regole di partecipazione al gioco immutate testimoniano la mancanza di un obiettivo programmatico”.


E poi la tanto dibattuta questione della visibilità: la frecciatina di Dario non poteva mancare.


“La Sky Arena ha mantenuto le aspettative ed è un prodotto efficace sul piano mediatico? Mi mancano dati per esprimere una valutazione che allo stato potrebbe essere condizionata solo da un gusto personale, anche se in questo sono in compagnia a due presidenti di vertice notoriamente distanti dal sottoscritto (quelli di Petrarca e Lazio, fa notare, n.d.c.). Tuttavia, Serie A a parte, le altre categorie sono in pratica scomparse da qualsiasi palinsesto… ma non dichiareranno mai di rimpiangere il recente passato”.

 

L’ultima considerazione è sul Palazzo.


“Vedo un presenzialismo eccessivo del consiglio direttivo che mal si coniuga con austerità e parsimonia nella gestione delle risorse in un momento storico come quello attuale. Così come qualche iniziativa, anche lodevole in via di principio, leggi il corso per dirigenti e trasmissione televisiva, ma con una gestione che rievoca sistemi da vecchio “carrozzone” per niente dissimili da quelli contestati ai predecessori".