24/06/2026 11:00
Il 26 marzo 2026 non sarà certo una data che Anthony Isgró cerchierà in rosso sul suo personale calendario. Quel giorno è infatti terminata anticipatamente la stagione del fantasioso laterale della Roma 1927, rimasto vittima di un serio infortunio durante la gara dei quarti di finale di Coppa Italia con il Sala Consilina: rottura del legamento crociato del ginocchio destro, questa la sentenza degli accertamenti strumentali successivi che hanno reso necessario l’intervento chirurgico, eseguito dal professor Gattelli all’ospedale San Paolo dí Civitavecchia alla fine del mese di aprile.
Da allora per Isgró è cominciato il lungo ma costante cammino verso il ritorno alla normalità, oggi fatto da sedute di riabilitazione quotidiane che stanno permettendo gradualmente al giocatore di recuperare la giusta condizione che gli consentirà di tornare a disposizione del futsal per il prossimo mese di ottobre. Ma dove e con quale maglia addosso?
ALLA RICERCA DI UN NUOVO PROGETTO - Classe 2002 (ha compiuto 24 anni lo scorso 19 giugno), Antonino Isgró è indubbiamente uno dei pochi talenti italiani prodotti ai tempi della Riforma Bergamini, capace di impattare significativamente sul campionato di Serie A sin dal momento del suo debutto con la maglia dell’Olimpus Roma avvenuto nella stagione 2022/2023, che ha segnato anche il suo approdo nella Nazionale maggiore.
Laterale di qualità eccelsa, giocatore capace di improvvise accelerazioni e di dribbling imprevedibili, ha dimostrato nel corso del tempo le sue capacità tecniche e di gioco diventando uno dei punti di riferimento prima di Daniele D’Orto e poi di Fabrizio Reali, suoi allenatori nell’esperienza romana. Esperienza che si è conclusa amaramente quel 26 marzo proprio nel momento in cui Anthony stava esprimendosi al meglio delle sue potenzialità.
L’infortunio e i tempi legati al recupero hanno permesso a Isgrò di riflettere sulle sue aspettative nella disciplina, ma è tacito che un giocatore dalla classe cristallina, che ha fatto vedere solamente una parte del suo valore, ha bisogno di abbracciare un progetto in cui Anthony non solo si possa riconoscere come componente importante ma abbia dalla sua parte anche la considerazione di chi è pronto a scommettere sia sul giocatore che sulla persona.
D’altronde, aver ripreso la titolarità del proprio cartellino lo svincola da trattative per la definizione del trasferimento, a tutto vantaggio della possibilità per le società interessate di poter discutere col giocatore le eventuali modalità di tesseramento.
Ottobre è ancora lontano e Anthony ha davanti a sé una strada lunga e impegnativa che lo condurrà verso il completo recupero, ma una cosa è certa: credere in lui e nella sua grande voglia di riscatto sarà l’elemento che può fare la differenza in qualsiasi progetto che sarà messo sul tavolo. È Isgró se lo merita…